Sommario
Il Progetto
Area attrezzata di Artogne
Percorso vita e bosco odoroso per non vedenti

Cartelloni in corrispondenza dei centri storici
Gianico Artogne
Piancamuno Pisogne

Oglio un Ecosistema da Salvare

Panoramiche
"I Luoghi 1" "I Luoghi 2"

Album Fotografico
Flora Fauna
Fiume Percorso
Arredo Urbano  

Cartellonistica
Uccelli Mammiferi
Flora Vegetazione
Insetti e Rettili Percorso vita di Artogne

Avifauna
Area Agricola Bosco di Ripa 1
Bosco di Ripa 2 Bosco di Ripa 3
Del Canneto 1 Del Canneto 2
Del Greto Della Lanca
Rapaci Diurni Rapaci Notturni

La Fauna del Fiume
Ittica 1 Ittica 2
Rettili e Anfibi Mammiferi del Bosco di Ripa

A cura di...

Di corporatura snella, la Volpe (Vulpes vulpes) frequenta tutti gli ambienti. Predilige le zone boscate dove abbondino possibili nascondigli. Si adatta molto facilmente ad ogni situazione e rivolge la sua attenzione alla fonte di cibo più facilmente reperibile. La si può vedere nei centri abitati mentre rovista tra i rifiuti, o presso i pollai dove può facilmente procurarsi il cibo. E’ un animale solitario e territoriale. I contatti con gli altri suoi simili vengono evitati, al di fuori della stagione degli amori, mediante segnalazioni odorose. Gli accoppiamenti avvengono in gennaio-febbraio, e dopo nove settimane di gestazione la femmina da alla luce da tre ad otto piccoli che vengono allattati per circa un mese. Le sue orme sono allineate, sovrapponendo le posteriori alle anteriori.


Riccio (Erinaceus europaeus), ha un nome dialettale, Respurchě, che non gli fa certo onore. E’ un plantigrado, possiede infatti cinque dita per zampa, e tutte munite di unghie. La sua andatura tipica è la marcia, ma se si sente minacciato può anche raggiungere andature più veloci. Abita boschi piuttosto luminosi con fitto sottobosco, ma anche giardini e parchi. Si ciba di insetti, vermi e gasteropodi, ragni e piccoli vertebrati. E’ un animale crepuscolare con muso appuntito. E’ ricoperto da numerosi e piccoli aculei con l’estremità biancastra. Testa e ventre sono ricoperti da peli rigidi. E’ da sfatare la diceria che lo vuole immune al veleno della vipera. La sua difesa sta nel chiudersi a palla, con gli aculei sull’esterno, mettendo il rettile nell’impossibilità di colpirlo e contrattaccandolo con i suoi denti aguzzi e con morsi veloci.