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Sommario
Il Progetto
Area attrezzata di Artogne
Percorso vita e bosco odoroso per non vedenti
Cartelloni in corrispondenza dei centri storici
Oglio un Ecosistema da Salvare
Panoramiche
Album Fotografico
Cartellonistica
Avifauna
La Fauna del Fiume
A cura di...
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Rettili e insetti del Fiume Oglio
Il Ramarro (Lacerta viridis),
è un animale facile da osservare in luoghi aridi ed
assolati dove vi sia ricca vegetazione cespugliosa.
E’ una lucertola molto grande, il maschio è completamente
verde con gola blu ed una punteggiatura nera sul dorso.
Caccia mentre si arrampica sui rami degli arbusti, ma
esce allo scoperto per riscaldarsi al sole. Se disturbato
fugge velocemente tra i cespugli con un fruscio rumoroso.
Il suo cibo è costituito da invertebrati, frutti, nidiacei,
uova, lucertole e persino topi. La femmina depone 20
uova da cui, tre mesi dopo, nascono i giovani ramarri
di colore brunastro.
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Lunga
sino a 18 cm compresa la coda, la Salamandra, (Salamandra
salamandra), abita le zone collinose in habitat raramente
lontani dall’acqua. Rigorosamente notturna si incontra
di frequente dopo ingenti piogge, si muove molto lentamente
e raramente caccia ad una distanza superiore di qualche
metro dal suo rifugio. I suoi predatori sono dissuasi
dall’aggredirla da una sostanza tossica ed irritante
per mucose ed occhi, secreta dalla sua pelle. E’ un
animale robusto, con coda piuttosto corta, con colori
brillanti sul corpo, generalmente scuro ed ornato da
vistose chiazze gialle o arancioni sul dorso. Depone
uova singole, in acqua, attaccandole alla vegetazione
sommersa. Le larve, del tutto simili agli adulti, sono
esclusivamente carnivore.
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Tra gli insetti,
la Mantide religiosa (Mantis religiosa) è certamente
il più curioso. Bellissimo insetto, lungo sino a 75
mm, di colore variabile dal verde chiaro al bruno, è
facilmente osservabile verso la fine dell’estate. E’
i questo il periodo della riproduzione. Durante l’accoppiamento
la femmina è solita divorare il maschio, iniziando dalla
testa, che tuttavia può ugualmente procedere alla fecondazione
in quanto il suo apparato riproduttore è indipendente
dal cervello. La femmina quindi depone numerose uova,
racchiudendole in una sostanza schiumosa che si rapprende
a contatto con l’aria, formando un ooteca che le proteggerà,
per un anno, sino alla nascita delle larve.
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I
lepidotteri, comunemente conosciuti con il nome di farfalle,
sono una presenza importante e necessaria negli ambienti
naturali, per l’importante ruolo giocato nell’impollinazione.
Tra le più belle e vistose farfalle Italiane vi è il
Macaone (Papilio macaon). E’ un insetto che può avere
anche tre generazioni all’anno, passa l’inverno sotto
forma di crisalide per sfarfallare da aprile ad agosto.
Si riconosce molto facilmente per i bellissimi colori
e per le due code sulle ali posteriori. Ha un volo veloce
ed agile. Il suo bruco, bello e variopinto vive sulla
carota selvatica.
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Appartenente alla
famiglia delle Ninfalidi, la Vanessa atalanta (Vanessa
atalanta), è il tipico rappresentante delle vanesse
con le ali dal caratteristico margine intagliato. A
riposo mantiene le ali, rosse e nere, ben distese. E
visibile in zone ricche di fioriture, sia nei parchi
che nei giardini che negli ambienti naturali. Compie
lunghe migrazioni, muovendosi verso sud per la riproduzione.
Ha un forte senso del proprio territorio, infatti è
possibile osservarla mentre perlustra la stessa zona
ogni giorno. Vola da maggio ad ottobre e gli esemplari
svernanti migrano al sud. Il bruco vive sull’ortica
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Gli
ararcnidi hanno una nutrita rappresentanza nel mondo
animale, con specie da piccolissime sino a grandi esemplari
di 18 cm. Hanno il corpo ricoperto da peli adorni di
colori anche vivaci. Possiedono quattro paia di zampe
che a riposo vengono tenute a raggiera. L’Argiope (Argiope
bruennichi), che costruisce sulla tela un bozzolo nel
quale sono custodite le uova fino alla schiusa, usa
introdurre sulla stessa un tratto con seta bianca a
zig-zag. Un tempo si pensava per renderla più robusta,
oggi si può dire per renderla più visibile agli uccelli
ed evitare che la danneggino o la distruggano. La tela
è una formidabile rete di cattura che intrappola le
prede che vengono divorate lasciando intatto lo scheletro
esterno. La seta è prodotta nell’organo filatore, contenuto
nell’addome, ed è formata da una seta resistentissima
prodotta da filiere dalle quali viene spremuta ancora
liquida solidificando subito.
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Per chi non conosce bene
i serpenti spesso la Biscia dal collare Natrix natrix
viene scambiata per una vipera. In effetti questo serpente,
piccolo e grazioso da piccolo, si trasforma in un animale
lungo anche sino a 2ml, soffiante e puzzolente. La sua
coda, lunga ed affilata, ci dice che non è certamente
una vipera. Le squame del dorso sono molto carenate,
di colore variabile dal grigio scuro all’olivastro (
nel disegno sono riportate le varie colorazioni) e disegnate
da barre laterali più scure. Segno distintivo le due
bande bianco giallastre a lato della nuca, a formare
una sorta di collare. I suoi habitat sono stagni e pozze,
laghetti ruscelli, fontanili e cisterne. Non disdegna
anche zone cespugliate ed arbustive, cantine stalle
e fienili. E’ un’abile nuotatrice ed è attiva sia di
notte che di giorno. Le sue prede sono rane e rospi,
topi, arvicole e nidiacei, se disturbata emette una
sostanza puzzolente prodotta dalle ghiandole anali,
e giunge sino a fingersi morta, morde raramente.
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Serpente
innocuo per l’uomo, il suo veleno agisce solo sulle
prede, è il Colubro liscio (Coronella austriaca). Lungo
anche oltre 70/80 cm, abita i pendii sassosi ed assolati
con bassa vegetazione. La sua dieta è composta da lucertole,
orbettini, roditori, piccole bisce ed uccelli, che stordisce
con il suo veleno ed ingoia interi. Si differisce dalla
vipera dalla pupilla, sempre tonda, e dalle grandi placche
sopralabiali. Sulla sua nuca è presente una macchia
scura, mentre una linea scura parte dalla narice all’angolo
della bocca ed attraversa l’occhio. Di solito è apatica
e fugge se disturbata, ma in molte occasione si rivela
aggressiva e mordace, assumendo la posizione della vipera
in attacco.
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LA ZANZARA Appartenente
all’ordine dei Ditteri, la zanzara (Culex pipines),
è un tipico insetto che spesso troviamo accanto a pozze
e laghetti. Di dimensioni pari a 3/6 mm, essa possiede
un apparato boccale adatto a pungere e succhiare. La
dieta di questi insetti, di cui è nota la fastidiosità,
è diversificata per sesso, e vede il maschio assiduo
succhiatore di polline e succhi vegetali, mentre la
femmina ricercare altri animali da cui succhiare il
sangue. Questa pratica le è indispensabile per portare
a maturazione le numerosissime uova che dovrà deporre.
Quello che attrae la femmina è la particolare combinazione
di calore e di umidità emanata dal corpo di alcuni animali
tra cui l’uomo. Questo spiega come vi siano individui
più colpiti di altri dai suoi fastidiosi pizzichi. Come
colpisce; con la proboscide anestetizza la parte, quindi
incide ed inietta un anticoagulante, che provoca il
fastidioso prurito, ed infine aspira il sangue. La zanzara,
per il suo ciclo vitale, ha bisogno di una ambiente
acquatico: le larve si sviluppano nell’acqua, appese
a testa all’ingiù (10a) sotto il pelo del liquido, respirando
attraverso una piccola apertura che si trova nella parte
posteriore del loro corpo ed in comunicazione con la
superficie. La libellula è il suo più temibile predatore,
ma anche la rana, alcuni uccelli e l’uomo, che ogni
anno effettua disinfestazioni utilizzando insetticidi.
Nel disegno, la femmina depone le uova sul pelo dell’acqua,
sott’acqua una larva (10a), si nutre di plancton, ed
una pupa (10b).
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