Sommario
Il Progetto
Area attrezzata di Artogne
Percorso vita e bosco odoroso per non vedenti

Cartelloni in corrispondenza dei centri storici
Gianico Artogne
Piancamuno Pisogne

Oglio un Ecosistema da Salvare

Panoramiche
"I Luoghi 1" "I Luoghi 2"

Album Fotografico
Flora Fauna
Fiume Percorso
Arredo Urbano  

Cartellonistica
Uccelli Mammiferi
Flora Vegetazione
Insetti e Rettili Percorso vita di Artogne

Avifauna
Area Agricola Bosco di Ripa 1
Bosco di Ripa 2 Bosco di Ripa 3
Del Canneto 1 Del Canneto 2
Del Greto Della Lanca
Rapaci Diurni Rapaci Notturni

La Fauna del Fiume
Ittica 1 Ittica 2
Rettili e Anfibi Mammiferi del Bosco di Ripa

A cura di...


Rettili e insetti del Fiume Oglio  



Il Ramarro (Lacerta viridis), è un animale facile da osservare in luoghi aridi ed assolati dove vi sia ricca vegetazione cespugliosa. E’ una lucertola molto grande, il maschio è completamente verde con gola blu ed una punteggiatura nera sul dorso. Caccia mentre si arrampica sui rami degli arbusti, ma esce allo scoperto per riscaldarsi al sole. Se disturbato fugge velocemente tra i cespugli con un fruscio rumoroso. Il suo cibo è costituito da invertebrati, frutti, nidiacei, uova, lucertole e persino topi. La femmina depone 20 uova da cui, tre mesi dopo, nascono i giovani ramarri di colore brunastro.

Lunga sino a 18 cm compresa la coda, la Salamandra, (Salamandra salamandra), abita le zone collinose in habitat raramente lontani dall’acqua. Rigorosamente notturna si incontra di frequente dopo ingenti piogge, si muove molto lentamente e raramente caccia ad una distanza superiore di qualche metro dal suo rifugio. I suoi predatori sono dissuasi dall’aggredirla da una sostanza tossica ed irritante per mucose ed occhi, secreta dalla sua pelle. E’ un animale robusto, con coda piuttosto corta, con colori brillanti sul corpo, generalmente scuro ed ornato da vistose chiazze gialle o arancioni sul dorso. Depone uova singole, in acqua, attaccandole alla vegetazione sommersa. Le larve, del tutto simili agli adulti, sono esclusivamente carnivore.

Tra gli insetti, la Mantide religiosa (Mantis religiosa) è certamente il più curioso. Bellissimo insetto, lungo sino a 75 mm, di colore variabile dal verde chiaro al bruno, è facilmente osservabile verso la fine dell’estate. E’ i questo il periodo della riproduzione. Durante l’accoppiamento la femmina è solita divorare il maschio, iniziando dalla testa, che tuttavia può ugualmente procedere alla fecondazione in quanto il suo apparato riproduttore è indipendente dal cervello. La femmina quindi depone numerose uova, racchiudendole in una sostanza schiumosa che si rapprende a contatto con l’aria, formando un ooteca che le proteggerà, per un anno, sino alla nascita delle larve.

I lepidotteri, comunemente conosciuti con il nome di farfalle, sono una presenza importante e necessaria negli ambienti naturali, per l’importante ruolo giocato nell’impollinazione. Tra le più belle e vistose farfalle Italiane vi è il Macaone (Papilio macaon). E’ un insetto che può avere anche tre generazioni all’anno, passa l’inverno sotto forma di crisalide per sfarfallare da aprile ad agosto. Si riconosce molto facilmente per i bellissimi colori e per le due code sulle ali posteriori. Ha un volo veloce ed agile. Il suo bruco, bello e variopinto vive sulla carota selvatica.

Appartenente alla famiglia delle Ninfalidi, la Vanessa atalanta (Vanessa atalanta), è il tipico rappresentante delle vanesse con le ali dal caratteristico margine intagliato. A riposo mantiene le ali, rosse e nere, ben distese. E visibile in zone ricche di fioriture, sia nei parchi che nei giardini che negli ambienti naturali. Compie lunghe migrazioni, muovendosi verso sud per la riproduzione. Ha un forte senso del proprio territorio, infatti è possibile osservarla mentre perlustra la stessa zona ogni giorno. Vola da maggio ad ottobre e gli esemplari svernanti migrano al sud. Il bruco vive sull’ortica

Gli ararcnidi hanno una nutrita rappresentanza nel mondo animale, con specie da piccolissime sino a grandi esemplari di 18 cm. Hanno il corpo ricoperto da peli adorni di colori anche vivaci. Possiedono quattro paia di zampe che a riposo vengono tenute a raggiera. L’Argiope (Argiope bruennichi), che costruisce sulla tela un bozzolo nel quale sono custodite le uova fino alla schiusa, usa introdurre sulla stessa un tratto con seta bianca a zig-zag. Un tempo si pensava per renderla più robusta, oggi si può dire per renderla più visibile agli uccelli ed evitare che la danneggino o la distruggano. La tela è una formidabile rete di cattura che intrappola le prede che vengono divorate lasciando intatto lo scheletro esterno. La seta è prodotta nell’organo filatore, contenuto nell’addome, ed è formata da una seta resistentissima prodotta da filiere dalle quali viene spremuta ancora liquida solidificando subito.

Per chi non conosce bene i serpenti spesso la Biscia dal collare Natrix natrix viene scambiata per una vipera. In effetti questo serpente, piccolo e grazioso da piccolo, si trasforma in un animale lungo anche sino a 2ml, soffiante e puzzolente. La sua coda, lunga ed affilata, ci dice che non è certamente una vipera. Le squame del dorso sono molto carenate, di colore variabile dal grigio scuro all’olivastro ( nel disegno sono riportate le varie colorazioni) e disegnate da barre laterali più scure. Segno distintivo le due bande bianco giallastre a lato della nuca, a formare una sorta di collare. I suoi habitat sono stagni e pozze, laghetti ruscelli, fontanili e cisterne. Non disdegna anche zone cespugliate ed arbustive, cantine stalle e fienili. E’ un’abile nuotatrice ed è attiva sia di notte che di giorno. Le sue prede sono rane e rospi, topi, arvicole e nidiacei, se disturbata emette una sostanza puzzolente prodotta dalle ghiandole anali, e giunge sino a fingersi morta, morde raramente.

Serpente innocuo per l’uomo, il suo veleno agisce solo sulle prede, è il Colubro liscio (Coronella austriaca). Lungo anche oltre 70/80 cm, abita i pendii sassosi ed assolati con bassa vegetazione. La sua dieta è composta da lucertole, orbettini, roditori, piccole bisce ed uccelli, che stordisce con il suo veleno ed ingoia interi. Si differisce dalla vipera dalla pupilla, sempre tonda, e dalle grandi placche sopralabiali. Sulla sua nuca è presente una macchia scura, mentre una linea scura parte dalla narice all’angolo della bocca ed attraversa l’occhio. Di solito è apatica e fugge se disturbata, ma in molte occasione si rivela aggressiva e mordace, assumendo la posizione della vipera in attacco.

LA ZANZARA Appartenente all’ordine dei Ditteri, la zanzara (Culex pipines), è un tipico insetto che spesso troviamo accanto a pozze e laghetti. Di dimensioni pari a 3/6 mm, essa possiede un apparato boccale adatto a pungere e succhiare. La dieta di questi insetti, di cui è nota la fastidiosità, è diversificata per sesso, e vede il maschio assiduo succhiatore di polline e succhi vegetali, mentre la femmina ricercare altri animali da cui succhiare il sangue. Questa pratica le è indispensabile per portare a maturazione le numerosissime uova che dovrà deporre. Quello che attrae la femmina è la particolare combinazione di calore e di umidità emanata dal corpo di alcuni animali tra cui l’uomo. Questo spiega come vi siano individui più colpiti di altri dai suoi fastidiosi pizzichi. Come colpisce; con la proboscide anestetizza la parte, quindi incide ed inietta un anticoagulante, che provoca il fastidioso prurito, ed infine aspira il sangue. La zanzara, per il suo ciclo vitale, ha bisogno di una ambiente acquatico: le larve si sviluppano nell’acqua, appese a testa all’ingiù (10a) sotto il pelo del liquido, respirando attraverso una piccola apertura che si trova nella parte posteriore del loro corpo ed in comunicazione con la superficie. La libellula è il suo più temibile predatore, ma anche la rana, alcuni uccelli e l’uomo, che ogni anno effettua disinfestazioni utilizzando insetticidi. Nel disegno, la femmina depone le uova sul pelo dell’acqua, sott’acqua una larva (10a), si nutre di plancton, ed una pupa (10b).