Sommario
Il Progetto
Area attrezzata di Artogne
Percorso vita e bosco odoroso per non vedenti

Cartelloni in corrispondenza dei centri storici
Gianico Artogne
Piancamuno Pisogne

Oglio un Ecosistema da Salvare

Panoramiche
"I Luoghi 1" "I Luoghi 2"

Album Fotografico
Flora Fauna
Fiume Percorso
Arredo Urbano  

Cartellonistica
Uccelli Mammiferi
Flora Vegetazione
Insetti e Rettili Percorso vita di Artogne

Avifauna
Area Agricola Bosco di Ripa 1
Bosco di Ripa 2 Bosco di Ripa 3
Del Canneto 1 Del Canneto 2
Del Greto Della Lanca
Rapaci Diurni Rapaci Notturni

La Fauna del Fiume
Ittica 1 Ittica 2
Rettili e Anfibi Mammiferi del Bosco di Ripa

A cura di...


I mammiferi del Fiume Oglio

Il pipistrello nano (Pipistrellus pipistrellus), della famiglia dei Chirotteri, è quello che più facilmente si può osservare. Ha un corpo molto piccolo con un’apertura alare di 18/20 cm. Le sue orecchie sono corte e larghe ed il suo colore è bruno scuro tendente al rossiccio. Un tempo viveva nelle aree boscate, oggi preferisce i centri abitati dove trova rifugio nelle spaccature dei muri, sotto gli intonaci, dietro le persiane e nei sottotetti. Molte volte è visibile anche di giorno, si nutre di insetti che cattura in volo specie attorno ai lampioni della pubblica illuminazione. La femmina partorisce uno o due piccoli che sono presto autosufficienti. In estate si raduna in grosse colonie. Cumuli di guano ne individuano la tana.

Abile cacciatrice la Faina (Martes foina), è un abitatore di margini boscati, rovine e aree selvagge. Di abitudini spiccatamente notturne, di giorno si rifugia in buchi negli alberi o in anfratti rocciosi. Occasionalmente caccia anche di giorno. La vicinanza di cascine e quindi di rifiuti umani richiama roditori, suo cibo abituale. Mangia inoltre uccelli, uova, insetti e frutti, ma ha pure l’abitudine di assalire animali domestici, anche grossi, quali conigli, gatti e pollame. E’ caratterizzata da un mantello marrone scuro in inverno, più chiaro in estate, con sottogola bianco crema. Ricercato animale da pelliccia è cacciato con mezzi a volte anche illeciti quali tagliole o lacci. In aprile la femmina da alla luce da due a sei cuccioli.

Il Riccio (Erinaceus europaeus), ha un nome dialettale, Respurchě, che non gli fa certo onore. E’ un plantigrado, possiede infatti cinque dita per zampa, e tutte munite di unghie. La sua andatura tipica è la marcia, ma se si sente minacciato può anche raggiungere andature più veloci. Abita boschi piuttosto luminosi con fitto sottobosco, ma anche giardini e parchi. Si ciba di insetti, vermi e gasteropodi, ragni e piccoli vertebrati. E’ un animale crepuscolare con muso appuntito. E’ ricoperto da numerosi e piccoli aculei con l’estremità biancastra. Testa e ventre sono ricoperti da peli rigidi. E’ da sfatare la diceria che lo vuole immune al veleno della vipera. La sua difesa sta nel chiudersi a palla, con gli aculei sull’esterno, mettendo il rettile nell’impossibilità di colpirlo e contrattaccandolo con i suoi denti aguzzi e con morsi veloci.

Di corporatura snella, la Volpe (Vulpes vulpes) frequenta tutti gli ambienti. Predilige le zone boscate dove abbondino possibili nascondigli. Si adatta molto facilmente ad ogni situazione e rivolge la sua attenzione alla fonte di cibo più facilmente reperibile. La si può vedere nei centri abitati mentre rovista tra i rifiuti, o presso i pollai dove può facilmente procurarsi il cibo. E’ un animale solitario e territoriale. I contatti con gli altri suoi simili vengono evitati, al di fuori della stagione degli amori, mediante segnalazioni odorose. Gli accoppiamenti avvengono in gennaio-febbraio, e dopo nove settimane di gestazione la femmina da alla luce da tre ad otto piccoli che vengono allattati per circa un mese. Le sue orme sono allineate, sovrapponendo le posteriori alle anteriori.

La Talpa ( Talpa europaea), vive sino a 2000 metri di quota. La sua predilezione è certo per i terreni morbidi ed umidi, dove più facile è scavare i cunicoli in cui si muove e vive. Nei prati, sui limiti dei boschi, è facile osservare i cumuli di terriccio che le sue poderose zampe anteriori, artigliate, smuovono scavando. Si nutre principalmente di lombrichi che intercetta sottoterra, gasteropodi e larve di maggiolino. Quando riesce ad entrare in un giardino lo mette letteralmente a soqquadro ed è molto difficile liberarsene. La femmina dà alla luce una nidiata di 4/5 cuccioli. Il suo pelo, lucido e con le setole rivolte all’indietro le permette un agevole movimento, al tatto pare ricoperto da olio, tanto che è quasi impossibile che vi si attacchi terriccio, mantenendo l’animale in perfetta pulizia.