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Il
Naviglio Grande è stato il primo di una grande e complessa rete
fluviale costruita a partire dal XII° secolo in Lombardia con lo scopo
di irrigare i campi. Nella realtà ebbe maggior successo, dalla
navigazione, per trasportare merci povere o pesanti. Nel 1177 iniziarono
gli scavi per la deviazione del Naviglio, ma gli ostacoli incontrati
subito li bloccano. Due anni dopo vengono riaperti i lavori. Con la
costruzione di una diga, si preleva l'acqua dal Ticino per incanalarla
verso Turbigo, Besnate e Boffalora per arrivare a Gaggiano nel 1233.
Per giungere alle porte di Milano bisognerà attendere ancora 25 anni.
Nel 1359 Galeazzo II Visconti ordina la ripresa degli scavi per poter
raggiungere Pavia ma dopo un anno vengono bloccati i lavori perché la
pianura padana è flagellata da una terribile pestilenza.
Il 15 marzo 1386 il Conte Gian Galeazzo Visconti posa la prima pietra
del Duomo di Milano, data importante perché, con la costruzione del
Duomo, il Naviglio Grande si afferma come la prima e più importante via
di comunicazione di Milano.
Si parla soltanto dei Navigli e non solo di quello Grande, ormai quello
di Pavia sta per collegarsi al Ticino, così si chiude l'anello iniziato
con la prima deviazione.
Ogni giorno arrivano al cantiere del Duomo attraverso il naviglio
tonnellate di materiale.
Il sistema idroviario si allarga e si completa. Nel 1470 vengono aperti
i navigli di Bereguardo e quello della Martesana fino a raggiungere
l'Adda e il Ticino nel 1496. Molte sventure si alternano a momenti di
intensa attività ed a lunghe soste di incuria e di degrado. Nel 1603 vi
è una ripresa. Viene ristrutturata la Darsena di Porta Ticinese ma poi
ancora il declino. Passano quasi due secoli prima che Napoleone decida
di aprire un nuovo canale navigabile da Milano al Po. Nel 1809 inaugura
il primo tronco fino a Rozzano, ma l'esilio dell'imperatore fa arenare
di nuovo i lavori.
Più di 600 anni sono trascorsi dai primi scavi ma alla fine il Naviglio
Grande ha raggiunto una lunghezza di 50 Km, che aggiunti ai 101 degli
altri navigli e agli 81 dei tratti fluviali navigabili formano un
sistema il cui sviluppo totale è di 232 Km.
I traffici raggiungono volumi considerevoli, arrivano in città sabbia,
laterizi, pietra, legna, carbone, alimentari, sale, metalli e ne
ripartono tessuti, manufatti, stoviglie, letami e ceneri.
Tra il 1830 e il 1960 i trasporti su acqua godono del sostegno di molti
appassionati tanto da riconoscere in questo periodo il periodo più
florido dei navigli. Nonostante la città venga distrutta dai
bombardamenti dell’ultimo conflitto, il Naviglio risorge con
prepotente vitalità tanto che nel 1953 la Darsena di Porta Ticinese è
al 13° posto dei porti navali per ricevimento merci.
Purtroppo incomincia un lento ma inesorabile declino che non vedrà più
un nuovo giorno e così venerdì 30 marzo 1979 l'ultimo barcone ormeggia
alla Darsena: si scarica l' ultimo carico di sabbia. |
The
" Naviglio Grande" was the first element of a big and complex
fluvial net built starting from the XII° century in Lombardy to
irrigate fields.
In reality it had more success, for navigation and for transporting poor
or heavy goods. In 1177 they started the excavation for the deviation of
the naviglio, but the obstacles met immediately stopped it. Two years
later works started again. With the building of a dam, water was taken
from river Ticino to canalize it to Turbigo, Besnate and Boffalora to
arrive at Gaggiano in 1233. To come to Milano’s gates you had to wait
for other 25 years.
In 1359 Galeazzo II Visconti ordered the resumption of the excavations
to reach Pavia, but one year later they stopped the works because the Po
plain was scourged by a horrible pestilence.
On march 15 1386 the count Gian Galeazzi Visconti put the first stone of
Milano’s cathedral an important date because with the Duomo’s
building naviglio grande becomes the first and most important
comunication line of Milan.
We speak about
navigli and not just about the big naviglio since at last the one of
Pavia has been connected to the Ticino so that the ring begun with the
first deviation got closed.
Every day tons of material arrived at Duomo’s yard via naviglio.
The waterway system
became larger and more complete. In 1470 The Naviglio of Bereguardo is
opened and the Martesana one as well so that they reached the Adda and
the Ticino . In 1496 lots of misfortunes alternated with moments of
intense activity and long pauses of negligence and decline. In 1603
there was a restart, the dock of Porta Ticinese was refurbished but then
it declined again. Two centuries passed before Napoleon decided to open
a new navigable canal from Milan to Po. In 1809 a new section to Rozzano
was inaugurated but the Emperor’s exile made the works stop.
More than 600 years had passed since the first excavations but at the
end the Naviglio Grande reached the lenght of 50 km., that added to the
101 of the other canals and to the 81 of the fluvial navigable sections
makes a system of 232 km. The traffic reached a considerable volume;
sand, bricks and tiles, stones, wood, coal, food, salt and metal arrived
in Milan while clothes, manufactured goods, dishes, manure and ashes
left it.
Between 1830 and
1960 the water transports enjoyed the support of lots of lovers .This
period was the most flourishing in the navigli history. In spite of the
city destruction because of the bombing during the last conflict, the
naviglio lived with overbearing vitality: in fact in 1953 the dock of
Porta Ticinese was at the 13th place among naval ports for merchandise
receiving . Unfortunately a slow but inexorable decline has started and
so on Friday 30th march 1979 the last barge moored in the docks and the
last sand load was unloaded.
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