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" DAL FIUME,
PER IL MARE, OLTREOCEANO….."
Progetto sulla classe II B e
sui laboratori di animazione teatrale
per le classi III A III B
Anno scolastico 1999/2000
Articolazione sulla classe II B a
sperimentazione musicale
Coordinatrice: prof.Baudino
Aree di intervento:
1) geo-storica
A) DAL PO AL MEDITERRANEO
2) artistico-espressiva-sociale B) TANTE
CULTURE, TANTE STORIE
A) DAL PO AL MEDITERRANEO
Finalità:
- educare ad una visione biocentrica del rapporto uomo-natura -
comunicare l'esperienza
- educare all'osservazione ed al rispetto dell'ambiente naturale e del
patrimonio artistico
Docenti e collocazione oraria:
Lettere : n. 40 ore geografia
(già prevista in organico) n. 20 ore storia
Orario aggiuntivo: n.20ore per uscite ed osservazioni
sul territorio
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Obiettivi |
Attività |
Tempi |
Modalità organizzative |
Verifica
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Confrontare le diverse
realtà presenti nell’area mediterranea
Acquisire il concetto di
"cultura" di una comunità
Osservare descrivere e
riconoscere gli aspetti e gli elementi dell'ambiente naturale e
umano con particolare riferimento all'elemento "acqua"
Sapersi orientare
Capire il rapporto tra
ambiente naturale, arte e cultura
Migliorare la capacità
critica personale , spirito di iniziativa, di solidarietà, di
collaborazione
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Visita a Milano Medioevale
(Castello Sforzesco
Visita al Museo della Scienza
Lab."Le fantastiche
macchine di Leonardo"
Visita a Milano città d’acqua:i Navigli
Visita Museo della Scienza
Visita a Venezia e laguna
veneta (3 giorni)
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Ottobre-novembre
Dicembre
Gennaio
Febbraio
Aprile-maggio
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Con gli alunni
In classe:
preparazione delle uscite, redazione di materiale utile alla ricerca
sul campo ed a comunicare l'esperienza
Lezioni frontali
Attività di piccolo gruppo
Incontri con gli esperti
Sul territorio:
visite ed osservazione
(orario aggiuntivo di
copresenza previsto: ore 20)
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Verifiche bimestrali dei
docenti direttamente impegnati e del C.d.C. circa il raggiungimento
e consolidamento degli
obiettivi
Partecipazione a scambi di
esperienze con altri gruppi-classe, anche di scuole diverse |
B) TANTE CULTURE ,TANTE STORIE
(Laboratorio Teatro del Sole)
Finalità:
- Sviluppare capacità progettuali nei docenti
- Educare ai linguaggi
artistico-espressivi
- Migliorare la motivazione all'apprendimento negli alunni
- Educare alla
convivenza nel piccolo gruppo
- Comunicare l'esperienza
-Educare alla convivenza in una società
interetnica
Docenti e collocazione oraria:
- Lettere - Ed.Musicale -(già in organico) n. 60 + 60
laboratorio su classe, n.
30 " " interclasse
- Insegnanti di strumento: n. 10 ore
-
Ed.Art. 20 ore su labor.
Orario aggiuntivo
ore 15 compresenza su lab.
ore 20 compresenza su lettere o lab.
ore 15 programmazione e redazione
ore 15riprese e montaggio
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Obiettivi |
Attività |
Tempi |
Modalità organizzative |
Verifica
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Promuovere la conoscenza ed il
rispetto di culture diverse da quella di appartenenza
Migliorare i rapporti all'interno del
gruppo-classe e tra classi
Verificare le proprie
potenzialità,attitudini, rafforzare la stima di sé
Acquisire e consolidare capacità di
attenzione, ascolto, concentrazione
Scoprire il piacere di raccontare
Apprendere tecniche espressive
Migliorare la padronanza della
gestualità in relazione alla parola, alle caratteristiche del
suono, alle sensazioni, alle musiche
Sviluppare spirito di collaborazione
Sviluppare la capacità di rispettare
i tempi ed i ritmi
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Attività di laboratorio teatrale,
relative alle diverse aree coinvolte nel progetto:
ascolto, uso della voce, gestualità,
esercizi di concentrazione e rilassamento, lettura e studio dei
testi
addestramento all'uso di diverse
tecniche espressive
ascolto di musiche amerindie
Fruizione di spettacoli teatrali o
cinematografici
Bambine
Dolcemiele
Titolo da definire (COE)
Incontri con gli esperti del Teatro
del Sole
Realizzazione di una
comunicazione-spettacolo |
I° quadrimestre e II° quadrimestre:
nelle ore di laboratorio su classe (2 settimanali)
II quadrimestre
18 novembre giovedì
23 marzo giovedì
Febbraio-marzo nelle ore di
laboratorio
Maggio |
Con gli alunni :
Attività di piccolo e medio gruppo
Incontri scambi col territorio
Discussioni, confronti
( altre scuole , ospiti stranieri )
Esercitazioni e prove, saggio finale
(Teatro Eduardo di Opera, altre sedi)
(orario aggiuntivo per attività in
copresenza: ore 35
Senza gli alunni:
Incontri collegiali dei docenti
(per programmazione redazione e
riprese:ore 30 (per aggiornamento Lea ore 90 per n.3
insegnanti)
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Verifiche bimestrali dei docenti
direttamente impegnati e del C.d.C. circa il raggiungimento e
consolidamento obiettivi
Con gli alunni: ridefinizione e
puntualizzazione periodica dei percorsi successivi
Realizzazione di una
comunicazione-spettacolo
Partecipazione a scambi di esperienze
con altri gruppi-classe, anche di scuole diverse
Soddisfazione dei singoli, del gruppo,
delle famiglie |
TEATRO:
COME?
Ogni
progetto che impegni un gruppo di ragazzi e porti alla realizzazione
di momenti associativi e partecipativi ha valore.
In tal senso " fare teatro" è da tempo riconosciuta come una
delle attività più significative.
Condividiamo, a tale proposito, le motivazioni del Consorzio delle
scuole di Concorezzo, Oreno, Ornago che alleghiamo: dai passati
quattro anni di esperienza sul campo, qui a Opera, emergono senz'altro
considerazioni positive e conferme in tal senso, testimoniate dai
quattro spettacoli teatrali realizzati e dalla soddisfazione di coloro
che vi hanno partecipato.
Parallelamente
il confronto con altre realtà e l'approfondimento anche teorico in sede
di aggiornamento, suggeriscono alcune riflessioni sul teatro come
esperienza pedagogica e sul modo di fare teatro; così come
riflettiamo sulla scuola e sul modo di fare scuola, dobbiamo chiarirci
prima di tutto il senso e lo scopo di ciò che stiamo facendo.
Il valore dell'attività teatrale in un'ottica interculturale e di
educazione alla pace, sta soprattutto nel suo essere laboratorio,
attività in divenire, centrata sul confronto tra le diverse componenti
che intervengono alla costruzione della rappresentazione finale,
insegnanti diversi, alunni, ex-alunni, organismi istituzionali e
scolastici; work in progress caratterizzato dalla messa punto periodica
delle fasi di lavoro successive, sulla base della verifica del lavoro
svolto e delle dinamiche emerse.
Laboratorio,
quindi, in cui si costruisce senz'altro sulla base di un progetto che
tenga conto delle risorse umane economiche e tecniche disponibili; un
progetto, però, che sia sostenuto soprattutto da una tensione al
dialogo, al fare insieme, al mettersi dal punto di vista dell'altro, più
che dalla necessità di aderire ad un modello, ad un testo, ad uno
schema, o a quella di realizzare un prodotto perfetto.
Un'impostazione
di questo genere indica come più opportuna la scelta di un numero
limitato di alunni, per lo meno nelle fasi iniziali (15-20).
L'articolazione del progetto su tre anni permette inoltre di prevedere
l'alternarsi di metodologie diverse.
In
prima, ad esempio, sono più opportuni spazi organizzativi volti
all'acquisizione del riconoscimento delle proprie abilità o difficoltà
espressive da parte degli alunni; momenti laboratoriali, quindi, poco
strutturati, nei quali venga data maggior importanza alla creazione di
un buon clima comunicativo nel quale valori forti siano la ricerca della
fiducia in se stessi, la collaborazione, la non competizione, e tecniche
utili siano quelle basate su esercizi di rilassamento e di
improvvisazione.
In
seconda sarà così possibile ai docenti agire con più consapevolezza
sulla formazione di un gruppo di lavoro, prevedendo momenti comunicativi
nei quali possa trovare spazio anche il conflitto ed in cui si dedichi
maggior attenzione alle dinamiche relazionali ed alla loro gestione, al
fine di percepire concretamente il senso collettivo del lavoro e
l'importanza della diversità, facendo leva sulla sincerità e la
disponibilità al confronto di tutti.
In
terza avrà maggior importanza la realizzazione dell'ipotesi di
lavoro scaturita dalle fasi precedenti e sarà dunque più necessario
prevedere la stipulazione di un vero e proprio contratto tra tutti
coloro che intervengono nel progetto nonchè un'organizzazione più
strutturata e scadenzata, all'interno della quale a ciascuno verrà
chiesto di essere responsabile del ruolo che si è assunto;
va da sé che un tale maggior impegno richiederà maggior disciplina e
puntualità.
E'
necessaria a tale scopo un'attività di programmazione interdisciplinare
di più docenti e la possibilità della presenza contemporanea degli
stessi in alcuni momenti di lavoro, al fine di rendere concreto e
visibile agli occhi degli alunni un metodo di lavoro basato sul
confronto sulla ricerca, che realizzi processi di creazione collettiva,
processi sistemici nei quali interagiscono saperi diversi, individui
diversi.
In particolare là dove centrale sia il confronto con culture diverse si
ritiene indispensabile la partecipazione di un mediatore culturale ad
alcune fasi del lavoro, al fine di garantire un approccio pedagogico e
didattico che ci porti a parlare con l'Altro, non dell'Altro, come
comunemente succede. |