"Laura Conti"
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"Angeli che giocano a bocce, qualche divulio universale e altri miti"

Capitolo terzo
Irene arriva in classe dopo il suono della campanella e la maestra, una dolce e paziente signora che ad Irene piace molto, le chiede il motivo del suo ritardo.
E stata colpa di Noè."
I compagni si mettono a ridere e Luca dice:
Chi è Noè? Il tuo gatto?"
Ma no!!! - sbotta indignata Irene Noè è un mito!"
La maestra, sempre pronta a cogliere gli spunti offerti dai suoi alunni, interviene subito:
Calma, calma! Vuol dire che vi racconterò di Noè…"
Irene ascolta attentamente il racconto che coincide con quello del papà, ma il suo
interesse aumenta quando la maestra va oltre…
…Noè fece come Dio gli aveva ordinato.
Salì sull'Arca. Le acque si ingrossarono e sollevarono la barca.
La pioggia cadde per quaranta giorni e per quaranta notti; l'acqua sommerse tutto finché scomparirono le montagne. Per centocinquanta giorni le acque coprirono la Terra finché tutta la vita fu cancellata. Poi, lentamente, si ritirarono.
L'Arca si arenò sopra un monte.
Quando le acque si furono ritirate completamente, Noè e la sua famiglia, con gli animali che avevano portato in salvo, si ritrovarono sulla Terra.
L'avrebbero ripopolata tenendo lontane da essa la malvagità e la cattiveria."
Il racconto della maestra si conclude, lasciando dietro di sé il silenzio dei pensieri lontani e, al suono della campana, i bambini, sommersi dal vociare degli alunni delle altre classi, con la testa piena d'acqua e di Noè se ne tornano a casa.