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La cultura dell'acqua a Cinisello Balsamo

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Cinisello Balsamo: una storia e un territorio

La nostra città occupa una parte della pianura definita "asciutta", in quanto viene direttamente attraversata da fiumi. Costituita fin dal 1772 da due borghi, Cinisello e Balsamo circondati da campi, era compresa in un’area che aveva al suo confine il Seveso, che dalle valli del Bergamasco raggiunge Milano, e il Lambro, altro fiume che passa nella vicina Sesto San Giovanni.
L'attività principale era l’agricoltura e il suo territorio comprendeva orti, boschi, ripe, ma soprattutto coltivazioni di granaglie, frutteti e querceti; quest’ultimi si susseguivano ad intervalli regolari e rendevano fiorente l'allevamento di suini.
I contadini contavano il raccolto in rapporto alle intemperie, cioè alla rigidità degli inverni, al calore estivo, insomma alle condizioni climatiche e per renderle favorevoli, molte erano le credenze e riti religiosi e non, che attuavano prima e durante la semina o il raccolto.

Un cambiamento notevole nella produzione agricola e nella storia di questo centro viene determinato dal passaggio del canale Villoresi nei due paesi limitrofi di Nova e Muggiò.
Le sue acque partono dal Ticino e sfociano nell’Adda e servono per irrigare la zona a nord di Milano.
Il canale attraversava Cinisello, lungo la via Libertà, arrivava a Balsamo e con una serie di piccoli canali (rogge) portava l’ acqua ai campi coltivati. La costruzione del canale risale agli anni 1881/1886 e ideatore dell’importante opera fu l’ing. Villoresi.
I due centri si svilupparono e fino al secondo dopo guerra restarono legati ad un modello di insediamento con case intorno alla piazza e un sistema di ville e cascine: le prime localizzate in prossimità del centro, le altre in aperta campagna, ai confini con i comuni limitrofi. Il podere agricolo ha ora campi prevalentemente coltivati a frumento,viti,foraggio,gelsi, barbabietole e soprattutto granoturco. Pozzi per l’ uso domestico dell’acqua sono scavati vicino alle cascine e alle case del centro che dall’inizio del secolo anche le Cooperative iniziarono a costruire. La Previdente nel 1903 iniziò la realizzazione di case in ringhiera nella prossimità di via Garibaldi; per i contadini disdettati venne costruito in quell’occasione un lavatoio coperto con caldaia per la bollitura dei panni. Le acque sporche scorrevano in piccoli rigagnoli che costituivano nelle periferie degli stagni, "Le foppe", e più tardi vennero raccolte in alcune vasche che vennero successivamente bonificate.
Le ville, con parchi annessi, erano residenze signorili sorte per la villeggiatura della nobiltà milanese.
Nei giardini all’inglese di Villa Ghirlanda comparve l’utilizzo dell’acqua con la costruzione di un laghetto e di una fontana.

Un altro momento di trasformazione del territorio e della città si ebbe con la realizzazione dell’acquedotto. A Cinisello Balsamo l’acquedotto venne costruito nel 1930; è alimentato da 16 pozzi immittenti direttamente in rete l’acqua pompata dal sottosuolo. L’inaugurazione dell’importante impianto avvenne il 4.11.1931 e lo stesso venne dedicato alla memoria dei caduti della prima guerra mondiale.
Da un’economia quasi esclusivamente agricola si passò ad un’altra industriale e postindustriale. Sorsero le prima industrie per la lavorazione del legno e dei materiali isolanti, mentre erano in piena attività le tre filande dislocate nei pressi di Piazza Gramsci. A partire dagli anni settanta anche Cinisello Balsamo vive le stagioni del grande insediamento industriale, che si localizzò nella cintura periferica a contatto con le arterie di comunicazione.
Da alcuni anni si parla di rischio falda acquifera, un fenomeno incrementato dalla progressiva dismissione dei grandi poli industriali che nei decenni passati erano tra i massimi consumatori di acqua.
La crescita del livello della falda potrebbe creare difficoltà anche a Cinisello Balsamo e per valutare adeguatamente le possibili condizioni di rischio è stato predisposto in questi ultimi anni uno studio geologico del suolo cittadino.