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Racconti,
fatti e leggende
Abbiamo
parlato delle leggende di Cinisello e Balsamo: una è quella di "pescaluna".
Nel nostro lavoro, pescaluna è stato scritto in una forma più arricchita, ed
in una forma più sintetica.
Abbiamo raccontato anche" Och de balsum" che era una leggenda di
Balsamo, mentre pescaluna era una leggenda di Cinisello.
Cinisello e Balsamo all'inizio erano rivali,ma col passar del tempo, si unirono
e formarono Cinisello Balsamo.
LE LEGGENDE DI CINISELLO
E DI BALSAMO
La
leggenda di pescaluna
Pescaluna era un anziano contadino, era basso e molto gracile. Lavorava
tutto il giorno, per portare un boccone a casa alla sua famiglia che era povera
e numerosa. Stava tutto il giorno nei campi, svolgeva più di un lavoro e ogni
sera tornava a casa tardi perché portava il bestiame a bere ad un ruscelletto
che scorreva in mezzo alla piazza del paese. Di solito era accompagnato dalla
luna che lo illuminava lungo il percorso. Quella notte risplendeva maestosa nel
cielo così il contadino arrivò velocemente allo stagno quando con grande
meraviglia la vide rispecchiarsi nell' acqua e tentò di prenderla con il suo
rastrello, una nuvola la coprì e lui pensò che un suo bue l'aveva bevuta,
così cercò la luna nelle interiora del povero animale e non la trovò,
continuò a cercarla nello stagno senza mai trovarla.
Così è ancora. E di generazione in generazione nell'acqua considerata come gli
occhi del mondo, si va a ricercare il riflesso della luna.
Un altra
versione di pescaluna dice che: il contadino porta il suo bue ad abbeverarsi
alla foppa. La luna rispecchiava nelle acque; all' improvviso la luna scomparì,
il contadino credette che l'aveva bevuta il bue e così uccise l'animale.
Quando capì che non era stato il bue continuò per tanti giorni a cercare di
pescarla con il rastrello. Da quel momento tutti gli abitanti di Cinisello
quando ci sono delle feste dicono un detto che fa: Pescalun de Cinisell,
Pescalun col rastrell
Un altra
versione di pescaluna dice che:
<< Pescalùna de cinisèll,
l'ha pescàa la lùna col restèll>>
E quèsta l'è soltant la part bèla de la legenda,
perchè l'altra, v'el disi mì, l'è quasi orenda.
Infatti se dis che alora ghe sia scapàa' l mort
e la vitima par che la gh' abbia avuu soltant el tort
de avèc ona gran sèet in del moment men adatt
quand, in piena nott,gh'era in gir nanca on gatt.
pensii on pò' che on boeu con mossa maldèstra
gh'è saltà in ment de bèv in ona sèra de fèsta
con l'intent forse de imità'l sò padron
che, come al solit, l'era cioch com'è on porcon.
Fatto stà che l'è propri andà a bèv in la foppa
in del precis moment che la lùna l'era on po'soppa
a caosa d'on tocchèll che ghe mancava
perchè ona nivola n'aveva portà via ona brancada.
E intanta che 'l pover boeu d'acqua'l se impieniva
la lùna sota la nivola la scomparita
La
leggenda di goz de balsum
Gli abitanti di balsamo vengono chiamati goz de balsum per il loro grosso
gozzo che era stato causato dal cibo inghiottito da un abitante di Balsamo
che pur di non dare gli avanzi del cibo ad un suo concittadino più bisognoso di
lui, lo mangiò tutto e gli venne il grande gozzo.
Per questo fatto gli abitanti del luogo vennero ritenuti dai paesi vicini e da
alcuni concittadini avidi e avari.
Oltre che a chiamarsi "Goz de Balsum" gli abitanti venivano chiamati
anche"Och de Balsum" per il grande numero di oche che giravano nel
paese.
Och de
balsum
A quei tempi la nostra città era divisa in due paesi molto diversi tra loro
Balsamo di cascine e fattorie. I contadini allevavano oche e galline e altri
animali da cortile che lasciavano girovagare per le vie del paese.
Quelli di Cinisello invece più evoluti perchè il loro abitato già confinato
come le fanatiche città disposte intorno alla chiesa.
Piuttosto un insieme di fattorie, Balsamo era impegnato a ricavare ricchezze dal
faticoso lavoro dei campi e anche le oche erano considerate un frutto del loro
lavoro tanto che spesso si portavano in fila come tanti soldati allo stagno
posto a metà strada tra Cinisello e Balsamo.Qui si accendeva la disputa
soprattutto quando gli abitanti dell'uno e dell'altro luogo si incontravano.
Gli scherzi, gli sberleffi, le prese in giro concludevano un accusa all' altro
di essere ignoranti.
A quella pozza d' acqua però si ritrovavano sempre perchè quegli
uomini,abituati a fare una vita dura e faticosa; quell'acqua era importante
(sopratutto se si tiene conto che il terreno in cui viveno era avaro) e avevano
conto che era necessario utilizzare con parsimonia nei ruti le stagioni se non
gli animali domestici morivano,e raccolti andavano perduti.
L'uomo deve difendere a tutti i costi le fontane e le pozze d'acqua buona sono
preziose; senza acqua non c'è vita.
FESTE e
COSTUMI
In
tutto il mondo le feste sono giorni dedicati a particolari ricorrenze.
Molto tempo fa, nei giorni di festa, si celebravano soprattutto avvenimenti
religiosi o superstiziosi, ma oggi si festeggiano anche altre ricorrenze.
Alcune feste sono state istituite in onore di una persona famosa o per ricordare
qualche fatto avvenuto molto tempo fa; altre sono feste religiose, e altre
semplicemente vacanze per riposarsi e divertirsi.
I giorni di festa sono spesso celebrati nei vari paesi del mondo con particolari
riti nei quali si ripetono le stesse cose che facevano i padri e i nonni.
Questi riti fanno parte dei costumi di ogni popolo .
I costumi però non riguardano soltanto le feste ma anche la vita e le abitudini
di ogni giorno , come il modo di mangiare e quello di vestire.
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