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L'acqua come risorsa
Un
elemento particolare
L’acqua è stata considerata per molti secoli un
“elemento” assieme alla terra, all’aria e al fuoco; il filosofo greco
Talete (ca. 640-546 a.C.) la scelse addirittura come arché (elemento base che
costituisce tutte le sostanze): questa sostanza sembrava essere quella presente
in maggiore quantità. L’acqua circondava la Terra, permeava l’atmosfera
sotto forma di vapore, gocciolava attraverso il sottosuolo e senza di essa la
vita era impossibile. Per di più Talete immaginava che la Terra fosse un disco
piatto, sormontato da un emisfero di cielo e galleggiante su un oceano infinito
di acqua.

L’acqua
e l’atomismo
Nel XVII secolo, alcuni filosofi
ripresero la teoria degli atomi di Democrito. Faceva parte di questi atomisti
anche il chimico irlandese Robert Boyle (1627-91), impressionato dagli scritti
del filosofo francese Pierre Gassendi (1592-1655). Nel 1622 Boyle aveva
pubblicato la legge di proporzionalità inversa che legava il volume di un
campione d’aria alla pressione e giustificò la compressione dell’aria con
la sua struttura di minuscoli atomi intervallati da spazi vuoti. Quindi il
fenomeno studiato non sarebbe stato altro che l’eliminazione degli spazi vuoti
e il conseguente avvicinamento degli atomi. Gli atomisti allargarono
quest’ipotesi a tutte le sostanze liquide e solide. Infatti, partendo dal
presupposto che l’acqua, riscaldandosi, forma un vapore visibile con le
proprietà fisiche delle sostanze aeriformi, supposero che il vapore acqueo, cioè
l’acqua allo stato di gas, fosse composto di atomi. Quindi perché non
dovrebbe esserlo anche allo stato liquido a allo stato solido ?

Henry
Cavendish rivoluziona le credenze antiche
Henry Cavendish (1731-1810) era un ricco fisico e chimico britannico,
eccentrico, che si interessò in particolare a un gas precedentemente isolato da
Boyle e da Hales, l’idrogeno, che però allora era chiamato “aria
infiammabile”. Ne studiò sistematicamente le proprietà e le pubblicò nel
1776 nel trattato intitolato Three Papers
Containing Experiments on Factitious Air: era un gas molto leggero (undici
volte più dell’aria) e, a differenza dell’aria e dell’anidride carbonica,
si infiammava facilmente. Inoltre, partendo da un esperimento di Warltire, che
consisteva nel bruciare un composto di aria e idrogeno, in una provetta di cuoio
e poi in una di vetro, sulle pareti della quale appariva un velo di vapore,
Cavendish mostrò che il vapore non proveniva dall’umidità dell’aria ma
dalla combustione dell’idrogeno con una determinata proporzione di aria
comune.
Così Cavendish capì che l’acqua era data
dall’esplosione di idrogeno e ”aria deflogisticata”, cioè ossigeno, gas
isolato poco prima da Priestley.
(1784-Experiments on Air) Era un altro
grave colpo per la teoria greca degli elementi, in quanto dimostrava che
l’acqua non era una sostanza semplice. Questa reazione fu scoperta nello
stesso periodo anche dal britannico James Watt, che però, per scrupolo, aveva
tardato a divulgare le sue conclusioni. Successivamente il chimico francese
Antoine-Laurent Lavoisier stabilì la sintesi della reazione su basi
quantitative e si deve a lui il termine “idrogeno”. Si dovrà aspettare il
1804 perché il chimico francese Joseph-Luis Gay-Lussac e il naturalista tedesco
Alexander von Humboldt stabiliscano la formula dell’acqua : H2O.

padre della “coca-cola” ?
Joseph
Priestley (1733-1804), verso il 1769 si trasferì in una parrocchia
della città inglese di Leeds che, per combinazione sorgeva proprio
accanto a una fabbrica di birra. La fermentazione del grano genera
anidride carbonica, che Priestley poteva così ottenere in abbondanza
per i suoi esperimenti. Raccogliendo dell’anidride carbonica al di
sopra dell’acqua , Priestlet scoprì che una parte del gas si
scioglieva, conferendo all’acqua un piacevole sapore acido : si
trattava di quella che oggi chiamiamo “gazzosa”.

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