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Home Progetti 3C L'acqua ci minaccia così
MAREMOTI Immaginatevi il palazzo davanti casa vostra che vi crolla addosso: i maremoti per me sono sempre stati più o meno così, solo che il palazzo è fatto d’acqua. Il fenomeno è caratterizzato da una serie di onde che si formano in mare aperto in seguito a un terremoto con epicentro sul fondo marino, frane o fenomeni vulcanici soprattutto in prossimità di placche tettoniche. Il maremoto si propaga poi per onde concentriche con una velocità che dipende dalla profondità del mare (ogni 1000m la velocità aumenta di 100m/s). L’altezza dell’onda in mare aperto non supera mai i 2 metri ma quando si avvicina alla costa……….sorpresa! apri la porta di casa e ti trovi davanti un "bestione di circa 8 metri" (se tutto va bene). In media le onde raggiungono un’altezza di 6 metri nel Mediterraneo, 9 nell’Atlantico, 11 nell’Indiano e 12 nel Pacifico, ma niente gli vieta di andare oltre e raggiungere anche i 30 metri come è successo più di una volta in Giappone (TSUNAMI). E come argutamente fanno notare tutte le enciclopedie di questo mondo gli effetti sono disastrosi. In mare aperto le onde si susseguono in serie a intervalli di qualche decina di chilometri e di minuti e visto che di solito la loro velocità è di 100 m/s una nave può anche non sentirle mentre queste vanno tranquillamente a far danni da qualche parte. Vicino le coste le onde incominciano a crescere e la prima, che non è sempre la più violenta, viene preannunciata da un ritiro prolungato delle acque (guarda che gentili che sono, ti avvertono pure!). Dopo si susseguono a intervalli di pochi minuti. Prevenzione Da una trentina d’anni c’è nell’Oceano Pacifico un sistema d’allarme che ha già dato buoni risultati. Quando si verifica un terremoto sul fondo oceanico, le stazioni sismografiche della costa e delle isole inviano i dati a un centro di elaborazione ad Honolulu (l’isola di Mago Merlino) che mette in allarme le autorità dei luoghi vicini all’epicentro. Così viene fatta sgomberare la popolazione che vive sulla costa e vengono portate a largo le navi perché lì non risentono del maremoto.Le coste più a rischio sono quelle del Giappone, dell’Alaska, del Sud America e della California. Alcuni dei maremoti più disastrosi sono stati - LISBONA (1755) con onde alte fino a 12 metri. - MIYAKO in Giappone (1896) con onde di 28 metri. - ATAMI in Giappone (1923) con onde di 11 metri. È inoltre molto frequente che quando si scatena un terremoto sulla terraferma vicino alla costa si formi un maremoto dovuto alla propagazione dell’onda sismica. Inutile dire che gli effetti sono terribili. Alcuni esempi di maremoti collegati a terremoti - LISBONA (1854) dopo il terremoto si è formato un maremoto che si è propagato in tutto l’Atlantico. - MESSINA (1908): terremoto + maremoto che si è diffuso nello ionio provocando 100000 morti. - GIAPPONE e PERU’: terremoto + maremoto che ha attraversato il Pacifico in 12 ore alla velocità di 750/800 km/h. | ||||||||||||||||||||||||||||