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Home Progetti 3C L'acqua ci minaccia così
PrevenzioneDurante l’ultimo alluvione avvenuto in Piemonte si è avvertita la necessità di creare iniziative, progetti e piani di lavoro non solo per ricostruire le zone colpite dal dramma, ma anche per prevenire eventuali successive catastrofi di questo tipo. La prima spinta verso questo percorso giunge direttamente dall’Unione europea, che negli ultimi tempi ha deciso di cambiare rotta nella propria politica agricola: proprio in questo senso, infatti, l’Unione ha indotto l’Italia a riconvertire parte del suolo impiantando boschi e diminuendo l’uso eccessivo di cemento. Ma un’altra importante iniziativa è l’apertura del SIU, il Sistema Informativo Unico, una struttura centrale e periferica adibita alla prevenzione degli alluvioni dotata di elementi tecnologici all’avanguardia. Ma la vera iniziativa è quella che deve venire da parte dei cittadini e, più in particolare, da coloro che hanno le qualità e le competenze per aiutare tutte quelle associazioni ormai pronte a lavorare. Proprio per questo sono stati organizzati dallo stato una serie di concorsi attraverso i quali poter assumere i cosiddetti "Professionisti del territorio". Vi sono diversi settori e diverse attività da svolgere che riguardano sia la ricostruzione sia la prevenzione: 1)Monitoraggio della pioggia e dei fiumi: Adibito a questo settore è il Dipartimento servizi tecnici nazionali che sarà composto da 1000 specialisti. A loro spetterà il compito di controllare ed elaborare i dati provenienti dai pluviometri e dagli idrometri, strumenti che registrano la quantità di pioggia caduta e la portata dei fiumi. Il Dipartimento sarà coadiuvato dal Servizio idrografico nazionale. Purtroppo durante l’ultimo alluvione quest’ultima associazione si è dimostrata impreparata anche a causa della mancanza di personale e di attrezzature valide. 2)Tecnici per le dighe: Concorsi verranno organizzati anche per migliorare la situazione del settore dighe spesso sotto accusa in caso di alluvioni. Questo tipo di opere di sbarramento, infatti, sono molto utili in quanto possono convogliare l'acqua in eccesso dei fiumi nei propri invasi. 3) Esperti in previsione delle alluvioni: Decine di concorsi saranno organizzati anche nel settore delle previsioni: sono, infatti, necessari "super-specialisti" che creino un sofisticato monitoraggio di tutto il territorio nazionale in modo tale da poter prevenire con precisione ed efficienza qualsiasi tipo di alluvione. Indispensabili sono anche gli esperti di telerilevamento da alta quota che, impiegati in centri di terra, dovranno decodificare e successivamente rielaborare i dati provenienti dai satelliti. 4) Prevenzione del dissesto idrogeologico: Non basta però prevedere le alluvioni ma è necessario prevenirle. In questo senso assumono grande importanza le Autorità di bacino (oggi in Italia sono sei). Sono enti che hanno il compito di amministrare i più importanti bacini idrografici e hanno il potere di bloccare quelle decisioni di assessori e sindaci che potrebbero causare gravi danni all’ambiente e provocare grandi catastrofi. Spesso, infatti, sono gli interventi umani le cause di quei fenomeni naturali che causano distruzione morte: quante volte, infatti, sindaci troppo impegnati a raccogliere favori elettorali hanno deciso di tagliare, accorciare o raddrizzare i corsi dei fiumi per poter dare ai cittadini i terreni dove poter costruire. E quante volte i fiumi sono stati canalizzati e i loro argini "rinforzati" da calcestruzzo o da cemento. Queste azioni possono solo peggiorare la situazione idrogeologica dei fiumi che, con piogge intense ma per niente eccezionali, può sfuggire al controllo umano e degenerare in catastrofi ormai troppo frequenti in Italia. 5) L’imboschimento: Un altro grave problema che affligge il territorio italiano è il disboscamento avvenuto negli anni passati per ottenere nuova terra coltivabile. Il bosco è fondamentale per creare un equilibrio tra il terreno e l’acqua. Nel bosco, infatti, l’acqua evapora e traspira dalle piante, riempie le buche del terreno, viene assorbita dalle radici e si infiltra nel sottosuolo. È per questo che lo stato ha intenzione di adoperarsi affinché buona parte del suolo una volta occupato dai boschi venga nuovamente infoltito. Se i boschi abbondano, infatti, solo il 50-55% dell’acqua defluisce ai fiumi. È quindi indispensabile che l’intera popolazione si dia da fare per migliorare una situazione che negli ultimi anni è solo peggiorata. Oltre agli esperti a cui verranno affidati i compiti più specifici, è necessario anche l’aiuto dei volontari perché portino aiuto e conforto alle persone colpite da questo dramma. | ||||||||||||||||||||||||||||