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Home Progetti 3C L'acqua ci minaccia così
I PIÙ RECENTI DISASTRI ECOLOGICILA PAURA SCORRE SUL FIUME Cosa è successo Un’onda carica di cianuro, sfuggita il 31 gennaio 2000 dai pozzi di una miniera in Romania, ha devastato il Danubio e alcuni dei suoi immissari "colpevoli" di aver trasportato il veleno. Migliaia di piante e di pesci soso stati uccisi e ora l’intero ecosistema del luogo è completamente sconvolto. Come, dove e quando Tutto è iniziato la mattina del 31 Gennaio nella miniera d’oro di Aurul, vicino Baia Mare in Romania. I minatori erano come sempre a lavoro nei pozzi e tutto sembrava tranquillo. Ma nella vicina diga il livello delle acque cariche di scorie minerarie, tra cui una grande quantità di cianuro usato per l’estrazione dell’oro, era molto alto. Purtroppo gli addetti ai servizi di sicurezza si sono accorti troppo tardi che quelle acque avevano cominciato a traboccare al di là delle pareti di cemento e ormai la quantità di veleno riversato nei fiumi Lepos e Zamos era già elevatissima. Da questi due fiumi il veleno è poi stato portato nel Tisa che a sua volta si getta nel Danubio. Il giorno dopo sembrava che il fatto non fosse poi così grave ma - secondo alcune voci - l’incidente si è ripetuto e una nuova ondata di veleno ha continuato a portare morte in tutta la zona. La prima zona colpita è stata la Romania in cui decine di villaggi sono stati minacciati e in questi è stata vietata la pesca, l’uso dei pozzi situati a meno di 300 metri dalle rive e proibito alla gente di toccare l’acqua. Lo sviluppo della tragedia I fiumi Lepos e Zamos, seminando morte lungo il loro corso, raggiungono il Tisa in territorio ungherese. Qui la concentrazione di cianuro ha ormai superato di 700-800 volte i livelli uccelli vedendo i pesci morti ne approfittano cibandosene e rimanendo così avvelenati: si trovano a barcollare come ubriachi e sono destinati alla stessa fine dei lucci, delle trote, dei pesci gatto, …: tutti morti. Così anche le volpi, i gatti e molti altri mammiferi che si nutrono dei gabbiani ormai prede facilissime. Ma la strage di animali avviene anche perché questi si abbeverano nelle acque del fiume (come tra l’altro hanno sempre fatto e visto che non sanno leggere i cartelli di PERICOLO continuano a farlo). È inutile dire poi che la vegetazione lungo il corso del Tisa e del Danubio è ormai inesistente. Casi eccezionali Avete mai visto dei pesci nuotare contro corrente (a parte quegli sveglioni dei salmoni che non hanno nient’altro da fare)? Questo è successo là dove nel Tisa confluisce il fiume Maros, che fortunatamente non è stato contaminato. Un guardia-pesca afferma di aver visto pesci cercare di uscire dal Tisa per entrare nel fiume non avvelenato La cosa è semplice:il pescatore cerca di prendere il pesce e il pesce cerca di scappare (un po’ come la storia del leone e della gazzella in Africa). A Szeged è successo invece che i pesci, pur di uscire dall’acqua, si sono lanciati contro le barche ormeggiate cercando di entrarvici per salvarsi la vita. Il "fiore del Tisa" è una farfallina gialla, minuscola che vive solo a pelo d’acqua sul fiume ungherese. Le uova vengono deposte proprio in questo periodo (gennaio - febbraio) e il cianuro le avrà già tutte sterminate. Queste creaturine vivono solo due settimane, all’inizio della primavera, e solo per quattro giorni volano creando come una nuvola gialla sopra il Tisa. Szeged La città ungara di Szeged non fa eccezione: anche qui ci sono migliaia di pesci morti e gabbiani avvelenati e dalle case pendono bandiere nere in segno di lutto. Qui l’onda di cianuro è arrivata il 12 febbraio, durante la notte. Oggi la gente fissa le acque senza riuscire a vedere più il guizzo di una pinna o il volo di qualche insetto, le barche sono abbandonate e nessuno può avvicinarsi alle sponde del fiume. Ancora si accumulano i cadaveri dei pesci (80 q solo la mattina del 13 febbraio!) con le branchie scoppiate e l’odore di mandorle amare era rimasto forte fino all’alba. Ma non solo i pesci ci rimettono: un povero cane, nonostante le urla disperate del padrone, ha bevuto l’acqua del fiume ed è morto dopo pochi minuti tra le convulsioni. Ora si comincia a vedere il pericolo anche per l’uomo visto che la grande risorsa di questa zona è andata perduta - l’acqua e i suoi pesci. Le falde acquifere rischiano di essere contaminate. Dei ragazzi cercano poi di aiutare i gabbiani preparando scaldini galleggianti con dentro molliche di pane e aringhe perché mangino queste e non pesce del fiume. Le specie a rischio sono migliaia tra uccelli e mammiferi ma quello che più fa tristezza è che probabilmente sparirà il "Fiore del Tisa", una farfallina che vive solo qui in tutto il mondo. Il funerale per 2 fiumi: Tisa e Danubio Ovunque lungo il corso del Tisa e del Danubio migliaia di persone lanciano fiori nelle acque plumbee, ci sono bandiere nere alle finestre in segno di lutto e si svolgono processioni guidate dai sacerdoti: un vero e proprio funerale. Proteste e possibili rimedi Insieme alla disperazione tra la gente si diffonde anche la rabbia (vorrei anche vedere!) contro i proprietari della miniera di Aurul, che non avrebbero applicato le misure di sicurezza. Sia il governo rumeno sia la società Aushraliana che possiedono ognuna il 50% della miniera sono già sotto accusa. Si continuano a raccogliere tonnellate di pesci morti ma le autorità non forniscono aiuti e soluzioni su come eliminarli visto che se venissero seppelliti rischierebbero di inquinare le falde acquifere. La commissione europea ha intanto annunciato che i soldi per gli aiuti saranno probabilmente presi dalla somma versata da quei paesi che chiedono di essere ammessi all’Unione, tra cui ci sono proprio i paesi colpiti dal disastro, ma anche che non può fare niente finché la Romania non gli chiederà formalmente questo aiuto. Intanto però tutti sono d’accordo su quattro azioni da compiere: 1- Mandare il Responsabile Ambientale per quantificare il danno delle aree colpite 2- Revisionare la legge sulla sicurezza delle miniere e sulle responsabilità in caso di incidente 3- Fare un controllo completo delle 100 miniere d’oro presenti in Europa per stabilire le migliorie da fare 4- Fare un progetto per decontaminare le acque e cercare di reintegrare le specie scomparse prendendo esemplari dai fiumi vicini benché non sia poi così semplice. Mi sembra giusto dirvi che le informazioni le ho prese dai giornali e che se anche i pesci non avessero nuotato contro corrente è certo che l’evento del Danubio è stato un vero e proprio disastro ecologico. | ||||||||||||||||||||||||||||