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(The Fog, Usa 1979, 85’, C)
Regia: John Carpenter. Sceneggiatura: John
Carpenter, Debra Hill. Fot: Dean Cundey. Mus: John
Carpenter. Mont: Tommy Lee Wallace. Ef. Sp: Rob Bottin, Dick
Albain. Scenogr: Tommy Lee Wallace. Prod.: Debra Hill,
AVCO-Embassy. Con Adrienne Barbeau,Tom Atkins, Jamie Lee Curtis,
Janeth Leigh, Hal Holbrook, Charles Cyphers, John Houseman.
Ad Antonio Bay, cittadina prossima a festeggiare il suo
centenario, il marinaio Machen (Houseman) racconta ai bambini sulla
spiaggia la leggenda che vuole i cittadini del paese ladri ed assassini,
in quanto rubarono un secolo prima l’oro ad una colonia di lebbrosi,
mandando poi a schiantare la loro nave, guidata dal capitano Blake, contro
gli scogli. Nello stesso tempo Padre Malone (Holbrook) scopre in una
nicchia della sua chiesa un gigantesco crocifisso d’oro e il diario di un
suo antenato, la prova incontestabile del tragico evento accaduto
cent’anni prima. Antonio Bay comincia ad essere interessata ad eventi
soprannaturali: un intero equipaggio di un peschereccio vieme massacrato
da uncini e lame, subito dopo aver avvistato nella nebbia un antico
veliero, vetri e finestre esplodono di colpo, le apparecchiature
elettriche impazziscono. La dj Stevie Wayne (Barbeau) avverte che
dal mare sta scaturendo qualcosa d’incomprensibile, avvolto da nebbie
luminescenti. Un rottame di legno raccolto dal figlio Andy porta inciso il
nome della Elisabeth Dane, la condannata nave di Blake e dei suoi
lebbrosi, e voci ultraterrene avvertono che sei devono morire. E
sono proprio i sei fantasmi dei lebbrosi di Blake a reclamare vendetta sui
discendenti dei loro assassini, colpendo implacabilmente dalla strana
nebbia luminosa. Il meteorologo locale Dan O’Bannon (Cyphers) e l’anziana
baby-sitter di Andy vengono massacrati, Stevie cerca scampo dai
resuscitati in cima al faro, il camionista Nick Castle (Atkins) e
l’occasionale compagna Elizabeth (Curtis) vengono assediati nella
chiesetta di Padre Malone, il quale porge allo spettro di Blake il
crocifisso d’oro, chiedendo perdono. Apparentemente soddisfatti, i
fantasmi spariscono e la nebbia si dissolve. Ma Blake vuole il suo sesto
uomo: la sua spada cala letale su Padre Malone, ancora stupito per essere
stato risparmiato… Miglior film di John Carpenter e uno dei più splendidi
esempi di horror di pura atmosfera mai realizzati, "Fog" mantiene
ancora oggi intatta la sua evocativa carica di vera suspence, priva
di ostentate visioni splatter o sangue gratuito dilagante. Le
immagini, prevalentemente notturne, posseggono una bellezza inquietante,
la nebbia pulsante crea cromatismi affascinanti e di indubbia presa sullo
spettatore. Anche se la pellicola non si ispira a nessuna opera
lovecraftiana (l’idea della nebbia luminosa sembra però presa dal racconto
quasi intimistico "La Strana Casa Appollaiata nella Nebbia"), la
presenza del Sognatore di Providence è palpabilmente riscontrabile in ogni
Fotogramma, sottilmente intrigante. Carpenter si spreca in citazioni e
rinvii: l’accorato avvertimento di Stevie "attenti alla nebbia!"
riecheggia lo "scrutate il Cielo!" di "La Cosa da un Altro Mondo"
di Hawks e Nyby, tutti i protagonisti del film hanno nomi di reali
collaboratori di Carpenter (Dan O’Bannon, Nick Castle, Tommy Wallace),
addirittura compare un dottor Phibes e un signor Machen! Blake è
interpretato dal curatore del make-up Rob Bottin e lo stesso
Carpenter appare all’inizio in un ruolo-cameo, nei panni dell’assistente
di Padre Malone. Opera straordinaria ed irripetibile, sarebbe piaciuta
allo stesso HPL. Curiosità: per la prima volta recitano insieme Jamie Lee
Curtis e sua madre Janeth Leigh. Errorino: i fantasmi dei lebbrosi sono
sei, come le vittime che reclamano, ma mentre tutti sono
presenti nella scena finale all’interno della chiesa, un settimo
minaccia Stevie in cima al faro…chi sarà? Lovecraft? |