|
| |
"GODZILLA"
Regia:
Roland Emmerich Interpreti: Matthew Broderick, Jean Reno, Maria Pitillo, Hank
Azaria, Michael Lerner. Cinema Universal - Chieri e King Kong Castello -
Moncalieri. 'A dda venì', il lucertolone: eccolo lì che passeggia per le
strade di Manhattan, ma non è in cerca della boutique di Armani o di una stanza
al Plaza. A lui più che altro servirebbe un reparto di ostretricia (non a caso,
trattandosi di ospedale, se ne sta in America e non in Italia): deve infatti
deporre le uova, visto che fa tutto solo, mamma e papà insieme. Non è l'unica
particolarità: il lui/lei si chiama Godzilla e trattasi di animale preistorico,
un dinosauro di quelli che già Spielberg aveva fatto riemergere dalla
lontananza dei secoli in Jurassic Park. Questa volta lo hanno resuscitato non la
scienza genetica ed i sogni megalomani di un miliardario, ma gli esperimenti
atomici francesi in Polinesia. I quali, scatenando pure quel po' po' di
radioattività che si può ben immaginare hanno anche provveduto a far
ingrossare il grazioso animaletto a dimensioni ciclopiche. Da laggiù, navigando
nel quieto mar, è giunto fino a New York, non senza prima trasformare il quieto
mar di cui sopra in un contenitore di maremoti e naufragi disastrosi. Non
lontano dalla Statua della Libertà, Godzilla si ripete: distrugge grattacieli e
sconvolge la regolare esistenza dei newyorchesi già provati dall'interrogativo
su quante volte è successo tra Monica e Bill. Il sindaco non sa che fare, gli
scienziati nemmeno, l'esercito manco a parlarne: Godzilla appare, distrugge e
poi si rifugia chissà dove per depositare le uova, ovviamente anche quelle
grosse come un dirigibile. A scovarlo e annientarlo (ma un uovo si schiude:
antefatto della puntata numero due?), prima che qualcuno pensi di ricorrere alle
arti seduttive di Monica, è una coalizione americano/francese con qualche
innaffiata di sangue greco: lo scienziato Matthew Broderick, che nel film di
nome fa Niko Tatopoulos, si mette insieme a Philippe Roachè, ovvero il Jean
Reno killer dal cuore tenero di Leon, agente segreto francese mandato laggiù
dai grandi capi perché va bene che les americains sont les americains, però
non esageriamo con le contumelie. Dall'Europa arriva pure Roland Emmerich,
regista che sbarcato in America ha usato la stessa leggerezza di tocco di
Godzilla sfornando prima la gita tutto compreso verso le stelle di Stargate, poi
quella mappaza fantascientifica che era Independence Day. Allora arrivavano gli
extraterrestri maledetti, adesso a distruggere la Quinta Strada ci pensa il
mostro preistorico, rimesso in pista a suon di dollari (125 milioni) da un
lontano passato targato Giappone, 1954: marziani o lucertoloni, come per gli
hamburger, il gusto è sempre lo stesso, che il McDonald's sia quello di Pechino
o di Porta Susa.
  
Un'altra
piccola recensione
|