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"Godzilla" 139 minuti "Gojira,
Gojra" ripete con occhi stralunati ed in preda al terrore l'unico sopravvissuto all'inspiegabile affondamento di una fregata nell'Oceano Pacifico, e proprio Gojira era il nome con cui nel lontano 1954 apparve per la prima volta sugli schermi giapponesi l'enorme lucertolone nato in seguito all'esposizione alle radiazioni nucleari. L'americanizzazione fu immediata e, ribattezzato Godzilla, il re dei mostri, come lo descriveva il remake del 1956, fu poi protagonista di oltre venti pellicole nipponiche tutte rigorosamente di serie B. Ma l'America non ha mai dimenticato il vecchio "rivale" del più glorioso King Kong, tanto da ripresentarlo ad oltre quaranta anni di distanza in una megaproduzione hollywoodiana per la regia di Roland Emmerich che, fedele al detto Parallele e non più secondarie, dicevamo, sono le vicende umane dell'eroico quartetto che salverà la Grande Mela: lo scienziato Nick Tatopoulos (che deve il nome al creatore del nuovo Godzilla e degli alieni di Independence Day), studioso del lombrico di Chernobyl ed esperto in catastrofi nucleari, interpretato da Matthew Broderick, Audrey (Maria Pitillo), la sua ex fidanzata - ma l'amore non si è chiaramente mai spento - ed aspirante reporter, Animal (Hank Azaria), amico di Audrey e scatenato cameraman d'assalto, Philippe Roaché, l'enigmatico investigatore francese della compagnia di assicurazioni con il volto impenetrabile di Jean Reno. Chi, del resto, più delle compagnie di assicurazioni dovrebbe preoccuparsi delle sorti dei grattacieli di New York? Chi più di uno scienziato abituato a misurare le dimensioni di vermi radioattivi potrebbe conoscere le vere reazioni di Godzilla? L'ironia insomma è sempre in agguato, pur finendo lo spettatore per divertirsi più per le ridicolaggini involontarie di cui il film è stracolmo che per le trovate di una sceneggiatura troppo | ||||||||||||||||||||||