Le
Guerre Persiane
Quadro
storico
Da
quando Ciro il Grande aveva sottomesso il regno di Lidia (nel 546 a.C.) tutte le
città greche della costa asiatica erano passate sotto il dominio persiano e
dovevano quindi versare tributi e prestare servizio militare a loro favore.
Questo
instabile equilibrio era destinato tuttavia a cadere per i vari motivi di
conflitto:
-
L’opposizione di fondo tra il sistema politico orientale monarchico, e
quello greco fondato sull’autonomia politica.
-
La sostanziale disparità dei mezzi legata ai differenti assetti
politici; un colosso da un lato, una miriade di piccole polis dall’altro.
-
La forte differenza culturale.
Le
fasi
La
rivolta ionica: la fase iniziale della guerra si svolse sulle coste
della Ionia, mentre l’esercito persiano, assediava da terra Mileto, sul mare
la flotta dei Fenici, alleati dei Persiani, sconfisse quella greca conquistando
Sardi. L’avanzata persiana spinse molte città della Grecia ad allearsi: in
particolare, Atene stipulò un accordo militare con Sparta.
La
I guerra persiana:
una prima spedizione persiana comandata da Mardonio, fallì a causa di una
tempesta che distrusse la flotta davanti alle scogliere del monte Athos.
Nell’estate del 490 a.C. agli ordini dell’ammiraglio Dati e del satrapo
Artaferne, venne organizzata una seconda spedizione con obiettivo Atene. La
flotta persiana sbarcò in Eubea, conquistò Eretria e ne deportò la
popolazione in Asia; poi si diresse verso l’Attica stanziandosi nella pianura
di Maratona. Gli opliti ateniesi guidati da Milziade attaccarono il nemico a
Maratona e con la loro falange spezzarono, scendendo dalle alture, lo
schieramento dei nemici che fu così costretto a ritirarsi.

La
cartina raffigura i movimenti navali della prima guerra persiana: in alto il
percorso della prima flotta naufragata sulle coste della penisola calcidica; in
basso il tracciato della seconda flotta che raggiunse Maratona
La
II guerra persiana: l’eco
della vittoria ateniese fu immensa. Dario iniziò ad organizzare una nuova
spedizione, ma poco dopo morì; il potere passò a Serse che organizzò un
duplice assalto, dalla terra e dal mare che ebbe luogo a partire dal 480 a.C.
Intanto
ad Atene Temistocle, ostracizzato l’avversario politico Aristide di fede
conservatrice, fece attrezzare una flotta di triremi.
Nel
480 a.C. l’esercito persiano attraversò il Bosforo, mentre un contingente
spartano bloccò la Termopili. Il contingente spartano alla guida di Leonida,
combatté con estremo coraggio tanto da entrare nella leggenda e arrestò
l’avanzata dell’esercito nemico. Intanto la flotta ateniese aveva ripiegato
su Atene stessa; la popolazione fu evacuata sull’isola di Salamina, ma Atene
non era ancora finita. Nel frattempo Serse dispose di attaccare le acque di
Salamina dove si svolse una delle più famose battaglie marittime.
I
persiani caddero nella trappola che aveva creato Temistocle: conoscendo bene i
venti e le correnti e avendo a disposizione navi moderne e maneggevoli, i Greci
distrussero la flotta persiana
Itinerari
marittimi e terrestri compiuti dalla flotta e dall'esercito persiano nella
seconda guerra persiana
La
vittoria dei greci:
la vittoria di Salamina non pose fine al conflitto; nel 479 a.C. dopo il
fallimento di accordo tra Persiani e Ateniesi, l’esercito greco andò incontro
ai nemici che erano accampati a Platea, in Beozia: lo comandava il reggente di
Sparta, Pausania. Pausania sconfisse Mardonio nonostante questi lo avesse colto
di sorpresa e pochi giorni dopo la flotta greca annientò quanto restava di
quella persiana nei pressi di capo Micale. I Greci riconquistarono il litorale
dell’Asia e le città ioniche recuperarono la loro libertà, quindici anni
dopo la presa di Mileto.
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