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Il sottomarino

Nella Grande Guerra la Germania fu l’unica a credere nel sottomarino come arma su cui fondare una marina. A quel tempo la marina britannica era indubbiamente la più potente del mondo. La flotta d’alto mare tedesca, la Kriegsmarine, fu fondata nel 1900 dall’ ammiraglio Tirpitz, ma non poteva raggiungere il potenziale inglese in poco tempo. La nuova arma era una curiosa alternativa alle unità di superficie. I "tipo 9" furono i primi sommergibili a riuscire a silurare un incrociatore. Un errore molto frequente è chiamare i moderni sottomarini "sommergibili": i sommergibili sono i battelli originari della 1° Guerra Mondiale, che avevano una quota massima d’immersione di poco meno di 30 metri. Nella 2° GM la Kriegsmarine aveva a disposizione i moderni "tipo 21" e la flotta subacquea tedesca, agli ordini dell’ammiraglio Dönitz , nei primi mesi di ostilità costrinse la Royal Navy a impiegare preziose unità di superficie per scortare i mercantili. La reazione delle torpediniere e delle corvette, a base di cariche di profondità , avveniva dopo che i mercantili erano stati silurati con successo. A partire dal 1943, la caccia al sottomarino iniziò a coinvolgere anche gli aerei. Particolarmente efficaci erano i P-47 Thunderbolt con i loro razzi HVAR. Nella Guerra Fredda, vennero introdotte nuove tecnologie, come lo scafo a goccia ( a partire dall’USS Washington) e la propulsione nucleare (dall’USS Nautilus) che garantiva autonomia infinita sott’acqua ( prima, la combinazione Diesel/ elettrico costringeva i battelli a restare in emersione per ricaricare le batterie per l’immersaione). Oggi i migliori battelli sono i classe Akula, Kilo, Alpha, Typhoon, Los Angeles o Ohio... Oggigiorno i sottomarini caricano i missili balistici come il Trident o il Polaris, armati con testate multiple. Le tecnologie Stealth garantiscono invisibilità all'ASDIC, ma non al sonar ad alta frequenza ad impulsi