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Progetti di 4 D Home Acque pericolose TENTACOLI DI TERRORE DA SEMPRE, I RACCONTI DI CALAMARI GIGANTI E DI PIOVRE SONO COMUNI NEGLI AMBIENTI MARINARI DI TUTTO IL MONDO. MA QUESTE CREATURE SONO VERE 0 SONO SOLTANTO LEGGENDE?
Quegli animali sinuosi, sfuggenti e misteriosi descritti come serpenti di mare non esauriscono il campionario di mostri offerto dai mari. C’è ne un altro gruppo, diverso e se possibile più misterioso costituito da animali riservati, che si fanno vedere raramente e tuttavia terrifìcanti, dotati di formidabili tentacoli che sono autentici flagelli. Dal punto di vista zoologico questi abitatori degli abissi possono essere suddivisi in tre gruppi: i calamari giganti, le piovre giganti e le meduse giganti. L'OCCHIO DEL MOSTRO NORDICO La mitologia scandinava parla del "kraken", un mostro marino simile a un'isola galleggiante. Gli incauti naviganti che vi approdano ben presto si accorgono dell'errore: gli enormi tentacoli del kraken si sollevano, li afferrano e li trascinano negli abissi gelidi. Poco dopo la metà del XIX secolo la leggenda divenne una realtà zoologica: i resti di una straordinaria creatura marina si arenarono su una spiaggia in Danimarca. Uno zoologo danese Johan Japetus dichiarò che la carcassa apparteneva a un calamaro di eccezionali dimensioni di una specie fino ad allora sconosciuta. Nel 1857 ufficialmente l'animale Architeuthis monachus, inserendolo negli annali della zoologia. Come le piovre, i calamari hanno otto tentacoli dotati di ventose, ma ne hanno altri due molto più lunghi e più sottili che usano per catturare le prede. Dal 1857 sono state descritte diverse specie di giganti: esemplari arenati sulle spiagge o agonizzanti in acque poco profonde oppure scoperti nello stomaco di balene catturate. Oggi, tuttavia la maggior parte dei biologi marini ne riconosce soIo una specie, l’Architeuthis dux. Il più grande calamaro gigante mai registrato è quello arenatosi sulla spiaggia di Thimble Tickle Bay, nell'Isola di Terranova, il 2 novembre 1878. La lunghezza del suo corpo dall'estremità della testa a quella della coda era di 6 metri e il più lungo dei tentacoli misurava 10,5 metri. Le ventose più grosse avevano un diametro di 10,5 centimetri e il peso di questo enorme mollusco doveva essere di parecchie tonnellate. Nove anni dopo, un esemplare ancora più lungo, ma di mole inferiore, fu trascinato alla deriva sulla spiaggia Grande della Baia di Lyall, nello Stretto di Cook, in Nuova Zelanda. Il suo corpo era di soli 2,35 metri, pesava 135 chili, ma i suoi due tentacoli più lunghi arrivavano alla bella misura di 16,5 metri ciascuno. GIGANTI OCEANICI Molte segnalazioni, peraltro non confortate da prove sono state fatte a proposito di calamari super-giganti, lunghi 24 metri, che sarebbero stati visti attorno alle coste del Labrador, in Canada. Sul corpo di alcuni capodogli sono state trovate ferite provocate da ventose enormi, più grandi di quelle di qualsiasi specie conosciuta; è possibile, tuttavia, che esistano calamari relativamente piccoli con ventose sproporzionatamente grandi. Altre prove sono rappresentate da tenta coli récuperati dallo stomaco di qualche balena. Le dimensioni di questi fanno supporre calamari della lunghezza di oltre 70 metri in tutto. Nel febbraio 1997 Clyde Roper, del Museo nazionale di Storia naturale di Washington, ha guidato la prima spedizione destinata a filmare un calamaro gigante vivo nel suo habitat naturale. La spedizione scelse le profonde acque attorno a Kaikoura Trench, al largo., dell'Isola Meridionale della Nuova Zelanda, ma nonostante intense ricerche durate sei settimane, non trovarono nulla. PIOVRE GIGANTI La specie più grande di piovra attualmente nota è l'Octopus dofleini, o piovra gigante del Pacifico: un nome, in verità, un po' esagerato, visto che mediamente i suoi tentacoli sono lunghi 2,5 metri. Ci sono, però, degli esemplari di questa specie con tentacoli del della terrificante misura di 9,6 metri. Dobbiamo pensare, insomma, che negli oceani vivano piovre di dimensioni paragonabili a quelle dei calamari giganti. Il 30,novembre 1896 due ciclisti scoprirono sulla spiaggia di St Augustine, in Florida, una carcassa enorme, vagamente a forma di pera e di colore rosa pallido, per metà se polta dalla sabbia. Era lunga 5,5 metri, larga 3 metri, aveva uno spessore di oltre 1 metro e pesava fra le 5 e le 7 tonnellate. Era priva di scheletro, ma era dotata di sette braccia (non tutte intatte), la più lunga delle quali misurava oltre 11 metri. Il giorno dopo, il medico chirurgo locale, DeWitt Webb, esaminò la carcassa e stabilì che si trattava dei resti di un enorme polipo. A.E. Verrill, zoologo presso l'Università di Yale, si dichiarò d'accordo con, Webb quando ne lesse la descrizione; ma, dopo avere esaminato campioni della carne della carcassa, disse che si trattava della parte superiore della testa di un capodoglio. Dì questo animale, battezzato "Florida globster", furono conservati alcuni pezzi sui quali furono eseguite ben sette analisi biochimiche al microscopio da vari ricercatori, con risultati controversi: secondo alcuni era un polipo, secondo altri si trattava di un mammifero. In tempi più recenti alcuni di questi "globster" sono stati visti in Tasmania (1960), sull'Isola di Benbecula, una delle Ebridi (1990), su una spiaggia di Wellington, in Nuova Zelanda (ottobre 1997) e ancora in Tasmania (poco dopo il Natale del 1997). MINACCE DAGLI ABISSI Altre prove di piovre di enormi dimensioni ci vengono dalle acque attorno alle Isole Bermuda, nell'Atlantico, e alle Isole polinesiane di Kiribati, nel Pacifico, Qui, speciali grandi trappole rinforzate a forma di gabbia, come quelle che si,usano per le aragoste, calate negli abissi sono state tirate su gravemente danneggiate, o sono andate addiritiura perse. Le gomene, che erano di polietilene, e quindi particolarmente resistenti, sopportavano in quelle occasioni carichi di vari quintali. A metà degli anni Ottanta, un peschereccio lungo 15 metri di Sean Ingham, tiri pescatore delle Bermuda, fu trainato per 500 metri da un “qualcosa” di grosso incappato nella speciale trappola calata alla profondità di 900 metri; questo “qualcosa” fu rilevato dal sonar della barca mentre si spostava da uno scoglio all'altro sui fondali. La trappola, costituita da una gabbia piena di crostacei e di pesci, si era rivelata un'esca irresistibile per una piovra gigante. I pescatori della zona ritengono che nelle famose caverne sottomarine delle Bahamas viva un mostro gigantesco simile a una piovra, che essi chiamano ''lusca'', che avrebbe delle “mani coperte da peli”. è curioso notare come le piovre effettivamente abbiano una specie di peluria sui tentacoli. PUNTURE MORTALI La categoria meno nota dei mostri marini è quella delle meduse giganti, probabilmente la più pericolosa a causa dei tentacoli pungenti. L'esemplare più grande M* ai rilevato è una medusa artica dalla criniera leonina, Cyanea capillata arctica, arenatasi nella Baia del Massachusetts nel 1865. La sua "ombrella" (o "campana") aveva un raggio di 2,3 metri e i tentacoli erano lunghi ben 35 metri. Eppure sarebbe sembrata piccola a confronto della gigantesca medusa dalla criniera leonina contro cui, nel gennaio 1973, entrò in collisione la nave Kuranda nelle acque fra l'Australia e le isole Fiji. La prua della nave, scaraventata in basso da un'onda gigantesca, riemerse con una medusa colossale abbarbicata al castello di prua. L'equipaggio terrorizzato calcolò che i tentacoli erano lungi 60 metri. Quei tentacoli che flagellavano la nave rappresentavano un pericolo per tutti a bordo, senza contare che la nave rischiava di rovesciarsi a causa del peso dell'enorme creatura e dei suoi violenti movimenti. I segnali di emergenza della Kuranda furono captati da un rimorchiatore di salvataggio d'alto mare, l'Hercules, che riuscì a staccare l'ingombrante carico gelatinoso spruzzandogli contro violenti getti di vapore ad alta pressione con due pompe. Spesso è stato osservato che si conosce più la luna che non le profondità degli oceani. t vero, la scienza ha cominciato da poco a penetrare i misteri degli abissi marini e il fatto che possano esistere forme di vita straordinarie non deve, perciò, assolutamente sorprenderci.
I tentacoli della medusa sono dotati di poli urticanti che rendono impotenti le prede. Nel 1969 una medusa gigantesca (15/30 metri di diametro) fu avvistata a sud delle Bermuda da due subacquei, Richard Winer e Pat Boatwright. Quando l'animale si diresse verso di loro, i due interruppero subito l'osservazione. UN
ASSASSINO DEGLI ABISSI Le piovre giganti sono pericolose per l'uomo? Secondo il tenente R. E. G. Cox dell'esercito indiano, lo sono. All'inizio degli anni Quaranta l'imbarcazione che trasportava le truppe di Cox affondò in mezzo all'Atlantico. Cox e altri undici uomini si salvarono su una zattera di fortuna, ma cinque giorni dopo otto di loro morirono a causa dei continui attacchi di animali marini. Il racconto di Cox è forse esagerato dall'emotività e in taluní punti grossolanamente impreciso uno dei suoi uomini sarebbe stato divorato da una gigantesca monta, un animale inoffensivo, che non ha denti e si nutre di plancton, ma a riprova di quanto afferma resta il fatto che egli fu afferrato a una gamba da una vorace piovra gigante e fu salvato dai suoi compagni, che lo tennero stretto fino a quando la piovra non so ne andò mollando lo preda. Le diverse ferite circolari, dei diametro di 2,5 cm, provocate dalle ventose furono esaminate da John Cloudsley-Thompson, zoologo di fama mondiale, il quale ammise che potevano essere state provocate solo da ventose di piovre giganti. LEVIATANI LEGGENDARI Le leggende che parlano di leviatani marini e dei loro tentacoli esistono da secoli, ma solo di recente gli zoologi hanno cominciato a prenderle sul serio. Spesso i mostri marini sono carcasse arenatesi sulle spiagge e altrettanto spesso nascono accese discussioni sull'identità di questi animali. Ecco qui alcuni degli esemplari più famosi:
Esemplare femmina di calamaro gigante, uno dei più grandi visti in epoca moderna: lunga 8 metri, ha tentacoli di 4 metri e occhi larghi ben 25 cm (possono raggiungere anche i 50 cm di diametro Essa fu presa accidentalmente nella rete di un battello dell'Istituto nazionale per le ricerche nelle acque e nell'atmosfera di Wellinigton, il 31 dicembre 1995, vicino alle Isole Chatham, 950 km a est della Nuova Zelanda, in acque relativamente poco profonde (450 metri) per i calamari giganti.
Antica stampa che illustra uno dei più famosi calamari giganti visto affiorare dalle acque dell'Atlantico il 30 novembre 1861 dalla nave cannoníera francese Alecton. Il tenente Bouyer e i suoi uomini cercarono di catturare quel "mostro" di colore rosso mattone, lungo circa 7 metri e mezzo. Usarono una corda con nodo scorsoio per prenderlo al laccio, ma questa scivolò sul corpo viscido per bloccarsi attorno alla pinna caudale. Quando i marinai tentarono di tirare a bordo il calamaro la pinna si spezzò e il calamaro cadde in acqua. la pinna caudale, però, rimase a bordo e fu presentata al congresso dell'Accademia delle scienze in Francia il 30 dicembre 1861. 3)
UNA MEDUSA GIGANTE DALL'OSCURITà Le meduse giganti sono ancora in gran parte sconosciute alla scienza e non ne esiste una classificazione. Nel 1997 fu fatta una descrizione ufficiale di una nuova specie di medusa straordinariamente grande, vista nelle acque fra la California meridionale e Boia California, in Messico. La sua "ombrella" increspata, di colore nerastro - rosso, è largo un metro e i suoi tentacoli rosa, coperti da peli, sono lunghi 6 metri. Questa specie è simile alla già nota medusa circolare ed è stata battezzata ysaora achlyos (medusa dell'oscurità), il suo carattere schivo.
Questa carcassa di “globster” fu trovata e fotografata nel 1990 da una bambinaia, Louise Whitts, sulla spiaggia dell’isola di Bembecula, nelle Ebridi. Pubblicata nel 1996, la foto suscitò un’accesa discussione scientifica. Questo “globster” emetteva un tanfo terribile, era ricoperto da peluria e aveva sul corpo elementi simili a fessure di branchie. La rassomiglianza con il “globster” della Tasmania scoperto nel 1960 era più che vaga, ma la sua identità è rimasta finora un mistero. 5) IN TASMANIA L'ULTIMO GLOBSTER
Qualche giorno dopo il Natale dei 1997, sulla spiaggia di Four Mile Beach in Tasmania si arenò un "globster" lungo 6 metri, dei peso di 4 tonnellate, ricoperto da peluria e con sei tentacoli. Gli scienziati fecero una serie di ipotesi - uno squalo in decomposizione, un calamaro, una balena, un ammasso putrescente di grasso di balena; perfino i resti di un'immensa radice sferica di mangrovia - ma la maggior parte di essi ritiene che siano resti animali. Finora è prevalsa l'ipotesi che sì tratti di grasso di balena, ma si attendono i risultati degli esami dei DNA eseguiti su campioni di tessuto. | ||||||||||||||||||||||