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"Un Sogno In Fondo Al Mare"
Dream With The Fishes - 90 minuti
Accanto ai roboanti blockbuster il mercato americano ci regala, per fortuna, anche dei film a piccolo budget, che sono preziosi per valutare il percorso della cinematografia d'oltreoceano degli ultimi anni. Di prodotti indipendenti certo ne abbiamo visti molti negli ultimi tempi, di generazione x si è parlato abbastanza, eppure ciascuno di questi piccoli
film rivela autentiche urgenze e nondimeno piacevoli sorprese stilistiche
Un Sogno In Fondo Al Mare è un film davvero ricco, perché pieno di stimoli che riguardano innanzitutto la sceneggiatura e i caratteri dei personaggi.
Terry (David Arquette) è un guardone impenitente, non fa altro che spiare con il binocolo i vicini. Ma la sua vita è terribilmente vuota tanto che decide di suicidarsi gettandosi dal Golden Gate (siamo a San Francisco).
Ma cambia idea grazie a Nick (Brad Hunt), un misto di punk e figlio dei fiori che lo convince a desistere (è meglio uccidersi con un mucchio di sonniferi piuttosto che buttarsi nell'acqua che da quell'altezza è più dura del cemento), offrendo egli stesso i sonniferi in cambio dell'orologio al polso di Terry. Si tratta in realtà di un imbroglio perché le pillole ingerite da Terry non saranno che innocue vitamine. Nick intanto sta realmente morendo per un male sconosciuto e i medici dell'ospedale non gli danno più di quattro settimane di vita. I due allora, stabilito un curioso patto, di uccidersi a vicenda dopo aver soddisfatto alcuni sogni, lasciano la città verso la campagna. Inizia un vero e proprio road movie.
Sembra molto il film di Cimino Sunchaser - Verso Il Sole. Stessa contrapposizione tra due personaggi. Quello inibito e stressato come Terry, incapace di godersi i piaceri della vita e quello vitale, spensierato, pur di fronte a un male incurabile.
Anche in questo caso c'è un mix tra commedia e dramma. I momenti brillanti dipendono dalla buona capacità di Taylor di creare personaggi davvero curiosi e attraenti come Liz (Kathryn Erbe), ossessionata dai tatuaggi nonché tenera amante di Nick, il padre di Nick, Joe (J. E. Freeman), un tipaccio allampanato e nervoso, che rifiuta il figlio, col quale ha un
rapporto espressamente di forza bruta (giocano a testate e a spallate), la zia Elise (Cathy Moriarty) ex ballerina spogliarellista, protettiva e gaudente, l'amico di Nick, Don (Patrick McGraw) eterno sfigato (si becca sempre sulla testa le cacche dei piccioni). E non mancano originali sequenze come il bowling tutti nudi con le prostitute, o la rapina in
banca, ancora nudi, o un poliziotto che prende dell'acido a sua insaputa e barcolla impazzito davanti a una vetrina di una pasticceria tra una frotta di clienti basiti, e la visita all'acquario che si conclude con la liberazione di un pesce.
I temi forti, l'eutanasia, il suicidio, la droga, sono trattati con grande delicatezza e in una atmosfera da anni settanta, spesso sognante e soffusa di una melanconica speranza di un'al di là gioioso, in un mondo di angeli, in cui Nick dovrebbe occuparsi, come suggerisce il titolo originale, della felicità dei pesci.
© 1998 reVision, Andrea Caramanna
 
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