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Progetti 3C Home Gli abitanti del Mediterraneo: dal mito alla realtàIl mare nostrum
Mare interno compreso tra Europa, Asia e Africa, e collegato all'oceano Atlantico a ovest, attraverso lo stretto di Gibilterra; lo stretto dei Dardanelli, il mare di Marmara e il Bosforo lo collegano al Mar Nero, altro mare interno compreso tra Europa e Asia. Infine, attraverso il canale di Suez, aperto nel corso del XIX secolo, è collegato al Mar Rosso e all'oceano Indiano. Sul Mediterraneo si affacciano diversi paesi dell'Europa, dell'Asia occidentale e dell'Africa settentrionale. Esso serve anche come sbocco marittimo per la Russia e altre repubbliche dell'Unione Sovietica.La superficie complessiva del Mediterraneo è di circa 2.500.000 km2; si estende per circa 3860 km da ovest a est e, da nord a sud, ha una larghezza massima di circa 1600 km. La profondità media è di 1500 m, con un massimo di 5150 m al largo della costa meridionale della Grecia. Il Mediterraneo è un residuo dell'antico mare chiamato Tetide, il cui fondo, stipato di sedimenti, fu compresso da un movimento tettonico durante l'Oligocene, circa trenta milioni d'anni fa, quando le placche crostali africana ed eurasiatica entrarono in collisione; l'urto di tali placche, ancora in movimento, ha dato origine a imponenti formazioni orogenetiche (orogenesi alpina), cioè a quei rilievi montuosi che si sviluppano tutt'intorno al Mediterraneo, accompagnandosi a manifestazioni di instabilità. Tra queste si ricordano le attività vulcaniche, come quelle che hanno causato le eruzioni dei vulcani Etna, Vesuvio e Stromboli, nonché i frequenti terremoti che hanno devastato regioni dell'Italia, della Grecia e della Turchia. Una soglia sottomarina tra Tunisia e Sicilia divide il Mediterraneo in due bacini, orientale e occidentale. Un'altra soglia si trova tra Spagna e Marocco ed è profonda solo 300 m: essa limita la circolazione attraverso lo stretto di Gibilterra e riduce fortemente le maree. A causa dell'elevata evaporazione, il Mediterraneo, assimilabile a un mare chiuso, è molto più salato dell'oceano Atlantico. Diverse isole e numerosi arcipelaghi rendono varia la geografia del Mediterraneo. Alcune, come Malta e la Sicilia, sono importanti per la navigazione, grazie alla loro collocazione strategica; tra le altre isole sono da segnalare le Baleari (Spagna), la Corsica (Francia), la Sardegna (Italia), Cipro e le isole Ionie, le Cicladi, gli arcipelaghi del Dodecaneso e dell'Egeo (Grecia). Il Mediterraneo, a causa della movimentata articolazione delle terre che bagna, delle isole e delle penisole che accoglie, è suddiviso in settori minori, in "mari diversi". I principali sono il mare Tirreno, il mare Adriatico, il mar Egeo e il mar Ionio. I fiumi principali che sfociano nel Mediterraneo sono l'Ebro, il Rodano, il Po e il Nilo. Il Mediterraneo è fin dai tempi antichi uno spazio geografico di grande importanza: è stato infatti la culla di grandi civiltà, fiorite sulle sue sponde grazie ai contatti che questo mare "interno" consentiva tra mondi diversi, come le civiltà del Vicino Oriente, dell'Egitto e della Grecia, ponendosi come vitale spazio di relazioni. Ha visto nascere talassocrazie come quella dei fenici, la civiltà colonizzatrice dei greci, e poi il dominio dei romani, che annetterono tutte le terre che esso bagna, definendolo infatti Mare nostrum. Fu poi il teatro della civiltà araba, del suo espansionismo nel Sud dell'Europa (tra VII e XIII secolo), e successivamente del mercantilismo delle Repubbliche marinare italiane, che fecero del Mediterraneo la cerniera delle relazioni tra Europa, Asia e Africa. La consuetudine marinara dei popoli mediterranei preparò la via verso l'Atlantico; in seguito a ciò si ebbe lo spostamento dei grandi centri commerciali sulle sponde dell'Europa occidentale e, conseguentemente, il degrado del Mediterraneo, troppo angusto per le spinte di dominazione dell'Europa. E tuttavia, anche in età moderna il mare che bagna tre continenti ha continuato a conservare una grande importanza, divenendo in particolare cruciale nell'Ottocento, nella vicenda che portò gli inglesi a dominare i vasti spazi del loro impero, esteso in Africa e in Asia. Anche come via di navigazione non perse mai di importanza, specialmente dopo l'apertura del canale di Suez (1869). Ancor oggi il Mediterraneo continua a essere cruciale: vi si confrontano, spesso conflittualmente, società diverse, come quella europea e quelle che si riconoscono nell'Islam, e il confronto è reso aspro soprattutto dai problemi irrisolti dei paesi della sponda africana, la cui pressione demografica cerca sbocchi nella sponda europea, dove peraltro sussistono condizioni sociali ed economiche che risentono della perifericità della regione mediterranea rispetto al centro più ricco e avanzato del continente.Molte grandi città, storicamente importanti per quanto riguarda il commercio, l'economia e la cultura (da Venezia a Genova, da Istanbul a Marsiglia, da Tunisi ad Alessandria d'Egitto, da Barcellona a Siviglia) costituiscono agglomerati urbani di decine di milioni di uomini, spesso oggi alla ricerca di una soluzione ai problemi di lavoro, della pace sociale, dell'equilibrio politico. Le risorse delle terre circostanti, se si escludono gli idrocarburi, non sono abbondanti. Un ricco patrimonio è costituito dalle vestigia di uno splendido passato: monumentali testimonianze archeologiche, memorie di terre che videro i primi vagiti delle più grandi civiltà che siano apparse sulla scena del mondo. E altre risorse ancora sono costituite dal clima dolce, soleggiato, dalla bellezza dei paesaggi naturali, che tuttavia in epoca recente l'eccesso di sfruttamento, l'intensa navigazione e gli scarichi provenienti da terre e città popolatissime hanno inquinato, facendo del Mediterraneo un mare malato. Mare Adriatico Settore del mare Mediterraneo, racchiuso tra la penisola italiana, a ovest, e quella balcanica, a est. Deriva il suo nome da quello che anticamente era il suo porto principale e che oggi è invece una cittadina veneta di terraferma, Adria, che i depositi alluvionali del Po e dell'Adige hanno portato a ben 25 km lontano dalla costa. Poco profondo, soprattutto nel tratto settentrionale, dove i fondali si aggirano sui 70-80 m e superano di poco i 200 m, con una profondità leggermente più accentuata nel tratto meridionale dove, a sud del promontorio del Gargano, tocca un massimo di 1222 m, il mare Adriatico occupa una depressione della crosta terrestre collocata tra la catena degli Appennini e quella delle Alpi Dinariche. È lungo e stretto, sviluppandosi da nord a sud per circa 800 km, e comunica a sud con il mar Ionio mediante il canale di Otranto; ha una larghezza media di circa 150 km. La scarsa profondità, e quindi il relativamente modesto volume d'acqua, fanno sì che il mare Adriatico eserciti un influsso climatico abbastanza debole; a parità di latitudine, le località costiere affacciate sull'Adriatico hanno inverni più freddi ed estati più calde di quelle del mar Tirreno. Nel tratto settentrionale vi sfociano molti fiumi (Isonzo, Tagliamento, Adige, Brenta, Po), sicché la salinità delle acque è piuttosto bassa; scarsi sono invece gli apporti fluviali nel tratto inferiore (Tronto, Fortore, Ofanto). Il lato occidentale dell'Adriatico è interamente italiano, su quello orientale si affacciano ben cinque stati: Slovenia (per brevissimo tratto), Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Albania.La morfologia delle coste è molto varia, ma il lato orientale, per la vicinanza del Carso e delle Alpi Dinariche, è quasi ovunque alto e roccioso; miriadi di isole, lunghe e strette, fronteggiano in particolare il litorale croato, in corrispondenza della penisola dell'Istria e della Dalmazia (isole di Cherso, Lussino, Kor?ula ecc.). Il retrostante tratto costiero forma la costa detta "a valloni", percorsa da insenature molto strette e profonde, simili a fiordi, che un tempo erano valli fluviali, poi invase dal mare, quando violenti movimenti della crosta terrestre le fecero abbassare al di sotto del livello delle acque. Le coste adriatiche italiane sono piuttosto varie, ma in genere basse e a tratti lagunose (laguna di Venezia, laguna di Marano ecc.); vi sporgono l'ampio delta del Po e il promontorio del Gargano. Vi emergono poche isole, tra cui quella di Grado, non lontano da Trieste, le isole della laguna veneta e le isole Tremiti, al largo della costa pugliese. L'intero settore settentrionale dell'Adriatico corrisponde al golfo di Venezia; tra gli altri principali golfi si annoverano il golfo del Quarnaro nell'Istria, e il golfo di Manfredonia a sud del Gargano.Molti porti di rilievo si affacciano sul mar Adriatico, tra cui, in Italia, Trieste, Venezia, Ancona, Bari e Brindisi, in Croazia Rijeka (Fiume), Zara (Zadar) e Spalato (Split). Mar Egeo (greco Aigaion Pelagos), settore del mar Mediterraneo delimitato a est dalla Turchia e a ovest e a nord dalla Grecia, con una lunghezza di circa 644 km e una superficie di 180.000 km2; a nord-est è collegato al mare di Marmara dallo stretto dei Dardanelli. Le origini del nome sono incerte: potrebbe derivare da Egeo, re d'Atene e padre di Teseo, oppure da Egea, regina delle Amazzoni che affogò nel mare, o ancora da un'antica città greca chiamata Egea. L'Egeo è costellato di isole (tra le quali si ricordano le Sporadi, le Cicladi e il Dodecaneso) e le coste che vi si affacciano sono molto frastagliate e caratterizzate da profonde insenature. I porti principali sono Salonicco, Il Pireo e Smirne. Mar Nero (russo Cernoje More; turco Kara Deniz), mare interno situato tra l'Europa sudorientale e l'Asia Minore, collegato al mar Egeo (mare Mediterraneo) dal Bosforo, dal mare di Marmara e dai Dardanelli; è delimitato a ovest dalla Romania, dalla Bulgaria e dalla Turchia europea, a nord e a est da Ucraina, Russia e Georgia e a sud dalla Turchia asiatica. Il Mar Nero si estende per circa 1200 km da est a ovest e ha una larghezza massima di 610 km; la superficie (escluso il ramo settentrionale, il mare d'Azov, formato dalla penisola di Crimea) è di circa 413.000 km2. Nel Mar Nero sfociano numerosi fiumi dell'Europa centrale e orientale (tra i quali il Dnepr, il Dnestr, il Bug meridionale e il Danubio), della Russia europea e del Caucaso (Don e Kuban, che sfociano entrambi nel mare d'Azov) e, infine, dell'Asia Minore (Çoruh, Ye?ilirmak, Kizilirmak e Sakarya). La parte centrale del bacino ha una profondità di circa 1830 m, mentre la massima profondità supera i 2135 m. Sul Mar Nero si scatenano spesso violente tempeste, soprattutto durante la stagione invernale, con venti provenienti prevalentemente da nord. Il Mar Nero è assai pescoso, e la specie più abbondante è lo storione pregiato, particolarmente importante per il commercio dell'Ucraina e delle nazioni limitrofe. I porti principali sono Odessa, Herson, Sebastopoli (in Ucraina), Poti, Batumi (in Georgia), Novorossijsk, So?i (in Russia), Costanza (in Romania), Burgas, Varna (in Bulgaria), Ere?li, Samsun, Sinop e Trebisonda (in Turchia). La navigazione sul Mar Nero (che anticamente era chiamato Pontus Euxinus) iniziò in epoche lontane: molte delle attività coloniali e commerciali dell'antica Grecia e di Roma (e, in seguito, dell'impero bizantino) erano centrate su di esso. Per quasi tre secoli, dopo il 1453, quando gli ottomani conquistarono Costantinopoli, capitale e ultima roccaforte dell'impero bizantino, il Mar Nero fu quasi del tutto escluso dal commercio internazionale. Dall'inizio del XVIII secolo l'impero russo contese alla Turchia la supremazia sul Mar Nero. Il trattato di Parigi (1856), che concluse la guerra di Crimea, sancì la neutralità del Mar Nero e la sua riapertura al commercio internazionale. Nel 1870 lo zar Alessandro II ricusò il trattato e posizionò delle forze navali russe nel Mar Nero; una conferenza delle potenze europee, tenutasi nel 1871, ratificò tale azione ma contemporaneamente riaffermò il diritto del sultano turco di impedire il passaggio delle navi da guerra attraverso i Dardanelli e il Bosforo. I russi acquisirono importanti diritti sul traffico commerciale nel Mar Nero dopo la disfatta della Turchia nella guerra russo-turca del 1877-78. Nel corso della prima guerra mondiale il Mar Nero fu inoltre teatro di combattimenti fra la flotta russa e quella turca. Stretto di Gibilterra (arabo Boghaz Jbel Tarik; spagnolo Estrecho de Gibraltar), stretto passaggio che collega il mare Mediterraneo all'oceano Atlantico e che separa la costa africana dall'estremità meridionale della penisola iberica. Vi si affacciano la fortezza di Ceuta, in Africa, e la rocca di Gibilterra, in Spagna. È lungo circa 65 km e largo da 14 a 39 km. È percorso da una corrente continua superficiale proveniente dall'Atlantico, diretta da ovest verso est, e da una corrente sottomarina, che scorre più in profondità, diretta invece in senso contrario, che fa defluire dal Mediterraneo le acque salate in eccesso. All'imbocco orientale dello stretto sono situate le cosiddette Colonne d'Ercole.Lo stretto di Gibilterra è stato considerato per secoli di rilevante importanza politica e commerciale: dai cartaginesi, che ne detennero il controllo nel IV secolo a.C. per avere il monopolio delle attività commerciali nel Mediterraneo, dagli spagnoli e dai mori, che combatterono ripetutamente per conquistarlo dall'VIII al XV secolo e, infine, dagli inglesi, che usarono la base di Gibilterra per rafforzare la loro potenza navale a partire dal XVIII secolo. | ||||||||||||||||||||||