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Torna a "Il mito"

Tritone Titani Ponto Ninfe Naiadi
Nereidi Teti Galatea Nereo Camene
Oceano Atlante Crono Calipso Gorgoni

Tritone

Nella mitologia greca, essere marino figlio di Poseidone, dio del mare, e della nereide Anfitrite. Abitava con i genitori in un palazzo d'oro nelle profondità marine, ma a volte raggiungeva le coste della Libia, dove, secondo una leggenda, intervenne in aiuto degli argonauti in cerca del vello d'oro. Tritone aveva il busto di uomo ma la coda di pesce e soffiava energicamente nella sua grande conchiglia, che fungeva anche da tromba, per suscitare forti tempeste, oppure soffiava dolcemente per placare le onde. Nelle leggende più tarde, gli accompagnatori delle divinità marine erano conosciuti come tritoni, e ne avevano l'aspetto. 

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Titani

Nella mitologia greca, i sei figli e le sei figlie (titanidi) di Urano e Gea, Cielo e Terra, e alcuni dei figli concepiti tra loro, che per lunghe ere furono i signori supremi dell'universo. Crono, il più importante dei titani, governò l'universo finché venne detronizzato dal figlio Zeus, che si impadronì del potere. Altri titani importanti erano Oceano, il fiume che scorreva attorno alla Terra, e la sua sposa Teti; Mnemosine, la dea della memoria; Temi, la dea della giustizia divina; Iperione, il padre del Sole, della Luna e dell'alba; Giapeto, padre di Prometeo, creatore dei mortali e di Atlante, che reggeva il mondo sulle spalle. Di tutti i titani soltanto Prometeo e Oceano si schierarono con Zeus contro Crono, procurandosi così tutti gli onori, mentre gli altri furono condannati a vivere nel Tartaro. Tuttavia, Zeus si riconciliò infine con loro, e Crono divenne re dell'Età dell'Oro

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Ponto

Figlio del re Nettuno e divinità nella quale gli antichi identificavano il mare in senso generale. In suo onore sarebbe stato chiamato per antonomasia il Ponto Eusino oggi Mar Nero. Sposo di Gea (Terra), padre di Nereo, Taumante, Euribia, Ceto e Forco, dai quali nacquero le gorgoni.     

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Ninfe

Nella mitologia greca e nella mitologia romana, le ninfe erano divinità minori che personificavano le forze della natura e vivevano sui monti, nelle grotte e nelle sorgenti, nei boschi e negli specchi d'acqua, nei fiumi e nel mare. Erano immaginate come fanciulle bellissime, appassionate di musica e danza; non immortali, erano però destinate a lunga vita. Il loro culto era strettamente associato al culto di Pan, loro amante, guida e compagno.

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Naiadi

Erano dette naiadi le ninfe delle sorgenti, dei fiumi e dei laghi. Dotate di facoltà guaritrici e profetiche, erano considerate le nutrici della vegetazione e del bestiame, ed erano assai care a Pan e a Dioniso. Delle naiadi facevano parte le potameidi, ninfe dei fiumi, le pegee, ninfe delle fonti, e le limnadi, ninfe delle acque stagnanti. Proprio a causa dello stretto rapporto con alcune forme misteriose degli esseri presenti in natura, il termine "naiade", così come "ninfa", passò in seguito nella terminologia scientifica a indicare gli stadi giovanili nella vita degli insetti.

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Nereidi

Le nereidi, ninfe del mar Mediterraneo, erano le cinquanta avvenenti figlie di Nereo, vecchissimo dio marino, e della sua sposa, Doride. Vivevano nelle profondità marine, ma spesso salivano in superficie per aiutare marinai e viaggiatori, cavalcando delfini e altri animali marini. Le più famose erano Teti, Galatea e Anfitrite, sposa del dio del mare Poseidone, accanto al quale è spesso raffigurata nei gruppi scultorei, su un cocchio trainato da tritoni. Altre ninfe delle acque erano le oceanine, figlie di Oceano, il grande fiume che scorre attorno alla Terra. Ninfa marina era Calipso, l'amante di Ulisse di cui canta Omero, che trattenne per sette anni l'eroe presso di sé e che lo liberò solo perché costretta da un ordine di Zeus, ma si lasciò morire di dolore per la sua partenza.

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Teti

Teti è la più famosa delle nereidi. Sia Zeus, la divinità suprema, sia Poseidone, dio del mare, la corteggiarono finché appresero che, secondo una profezia, avrebbe avuto un figlio che sarebbe divenuto più potente del padre. Dovette allora sposare il più degno dei mortali, il re dei mirmidoni Peleo, con il quale concepì l'eroe Achille.  

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Galatea

Ninfa marina allegra e beffarda, Galatea era amata dal ciclope Polifemo, un terribile gigante con un solo enorme occhio in mezzo alla fronte. Galatea, tuttavia, non ricambiava il suo amore: si burlava di lui e lo illudeva con parole amabili per poi respingerlo. Nelle leggende più tarde il suo atteggiamento verso l'infelice ciclope divenne più gentile, ma Polifemo non la conquistò mai. Galatea finì per innamorarsi di Aci, un principe giovane e bellissimo, che Polifemo uccise in un accesso di gelosia. Nella mitologia romana, Galatea era il nome della statua di una donna bellissima alla quale era stata donata la vita da Venere, dea dell'amore, in risposta alle preghiere dello scultore.

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Nereo

Nella mitologia greca, divinità marina, figlio del dio del mare Ponto e di Gea, la madre Terra. Era immaginato vecchissimo, e perciò era anche detto "il vecchio del mare". Si sposò con Doride, figlia del titano Oceano, dalla quale ebbe cinquanta bellissime figlie, le ninfe marine, dette nereidi. Nereo viveva in fondo al mare e aveva il dono della profezia.  

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Camene

Nella mitologia romana erano dette camene le ninfe delle acque, talvolta identificate con le Muse; avevano il dono della profezia. Secondo il mito, una di loro, Egeria, fu consigliera di Numa Pompilio, secondo re di Roma, nella sua attività di legislatore.  

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Oceano

Nella mitologia greca, il più antico dei titani o, secondo altre versioni del mito, il padre di Urano e Gea. Rappresenta una fase iniziale della cosmogonia greca, in quanto personifica la grande massa d'acqua che costituiva lo spazio prima della creazione della Terra. Era identificato con l'Oceano, su cui regnava, un grande fiume che scorreva attorno alla Terra, considerata all'epoca un disco piatto. Dalla sorella e sposa Teti ebbe tremila figli, i fiumi, e tremila figlie, le ninfe oceanine.  

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Atlante

Nella mitologia greca, figlio del titano Giapeto e della ninfa Climene, e fratello di Prometeo. Atlante combatté a fianco dei titani nella guerra contro le divinità del monte Olimpo. Per punizione, fu condannato a reggere per sempre sulla schiena e le spalle la Terra e l'intera volta celeste. Poiché Atlante era il padre di Calipso e delle Esperidi, le ninfe che custodivano l'albero dalle mele d'oro, Eracle gli chiese di aiutarlo a realizzare una delle sue fatiche, che consisteva appunto nel procurarsi i famosi frutti, offrendo in cambio di sostenere il suo fardello. Atlante accettò di buon grado, pensando di liberarsi per sempre di quel tremendo carico; quando ritornò con le mele, Eracle gli chiese di riprendersi per un momento il fardello, per sistemare meglio il peso. Atlante acconsentì, ed Eracle fuggì con le mele. Poiché la figura di Atlante che reggeva la Terra compariva spesso sui frontespizi delle prime raccolte di carte geografiche, la parola atlante indica ora il volume che le contiene. Nell'architettura classica, gli atlanti sono figure maschili usate come colonne di sostegno di architravi. Gli atlanti sono il corrispettivo maschile delle cariatidi, e talvolta sono chiamati anche telamoni.  

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Crono

Nella mitologia greca, signore dell'universo durante l'Età dell'Oro, uno dei sei titani maschi, ultimo figlio di Urano e Gea. I primi figli dei suoi genitori furono gli ecatonchiri, mostri con cento mani e cinquanta teste, che Urano rinchiuse in un luogo segreto. Per salvarli, Gea chiese aiuto ad altri suoi figli: soltanto Crono   accettò la sfida, evirò Urano e ne prese il posto nei cieli. Crono sposò la propria sorella, Rea, e generò con lei sei delle dodici divinità dell'Olimpo. Essendogli stato profetizzato che uno dei suoi figli l'avrebbe spodestato, Crono divorò i primi cinque appena nati. Ma il sesto figlio, Zeus, venne sostituito da Rea con una pietra avvolta in fasce. Zeus fu nascosto a Creta, e quando diventò adulto con l'aiuto di Gea costrinse Crono a rigettare i cinque figli e la pietra, che fu poi portata a Delfi. Liberati gli ecatonchiri e i ciclopi dalla prigione in cui li aveva rinchiusi Crono, con il loro aiuto e con quello delle sue cinque sorelle e dei titani Prometeo e Oceano, Zeus intraprese una guerra contro il padre. Crono e i titani furono sconfitti e vennero confinati nel Tartaro, una grotta nella parte più profonda del mondo sotterraneo. Presso i romani a Crono corrisponde Saturno, dio della semina e della coltivazione della terra.

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Calipso

Ninfa marina figlia del titano Atlante. Quando l'eroe greco Ulisse, naufrago, raggiunse Ogigia, la mitica isola del mar Ionio in cui la ninfa viveva in solitudine, Calipso si innamorò di lui e lo trattenne presso di sé per sette anni. Benché gli avesse promesso l'immortalità e l'eterna giovinezza se fosse rimasto con lei, Odisseo non poté vincere il suo desiderio di tornare a casa. Per ordine di Zeus, Calipso dovette aiutare Odisseo a costruirsi una zattera con cui lasciare l'isola, ma morì di dolore subito dopo la sua partenza.  

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Gorgoni

Le mostruose figlie del dio marino Forco e della sua sposa e sorella Ceto. Le gorgoni erano creature terrificanti, simili a draghi, ricoperte di scaglie dorate e con serpenti al posto dei capelli. Avevano ali immense e orribili facce rotonde, grosse zanne e la lingua penzolante; vivevano sulla riva più lontana dell'Oceano Occidentale, evitate da tutti perché il loro sguardo trasformava le persone in pietre. Due di esse, Steno ed Euriale, erano immortali, mentre la terza, Medusa, era mortale. Quest'ultima fu uccisa dall'eroe Perseo che, con l'aiuto degli dei Ermes, Plutone e Atena, le tagliò la testa: dal collo di Medusa uscì allora il cavallo alato Pegaso, che la gorgone aveva concepito con il dio Poseidone.

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