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Nettuno
o Poseidone
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La statua greca, rinvenuta a Capo Artemision e conservata
al Museo archeologico nazionale di Atene è probabilmente una
rappresentazione di Poseidone. Il bronzo (480-470 a.C.), del quale vediamo
qui il particolare della testa, rappresenta un dio nell’atto di
scagliare un oggetto, andato purtroppo perduto. Se, come è opinione di
parte della critica, anziché il tridente di Poseidone, tale oggetto fosse
stato un fulmine, l’opera sarebbe da leggersi come simulacro di Zeus. |
Nettuno
Dio
del mare nella mitologia romana, figlio del dio Saturno e fratello di Giove, re
degli dei, e di Plutone, dio dei morti. In origine dio delle fonti e dei corsi
d'acqua, fu poi identificato con il dio greco del mare, anche dei terremoti,
Poseidone, figlio del titano
Crono e di Rea, e fratello di Zeus e di Ade.
Poseidone
era lo sposo di Anfitrite dalla quale aveva avuto un figlio, Tritone.
Ebbe molte altre storie d'amore, specialmente con ninfe
di sorgenti, con le quali generò numerosi figli famosi per la loro barbarie e
crudeltà, tra i quali il gigante Orione e il ciclope Polifemo; con la gorgone
Medusa concepì Pegaso, il celebre cavallo alato. Poseidone ha un ruolo di
spicco in molte leggende e miti greci: lottò senza successo contro Atena, dea
della saggezza, per il controllo di Atene; quando, assieme ad Apollo, si vide
privato del compenso pattuito per avere aiutato Laomedonte, re di Troia, a
costruire le mura della città, si vendicò furiosamente mandando un terribile
mostro marino a devastare la regione, e durante la guerra di Troia si schierò
con i greci. In arte Poseidone è rappresentato come un personaggio maestoso,
con la barba, che impugna un tridente, ed è spesso accompagnato da un delfino.
Ogni due anni, a Corinto, si tenevano in suo onore i giochi istmici, corse di
cavalli e carri.
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