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Progetti di 4D Home Riti, miti e leggende sull'acqua Leggende Leggende AMERICANE Maya e aztechi Secondo
la leggenda gli Atzechi provenivano da un'isola meravigliosa chiamata Aztlan (Atl=
acqua, an=presso); dal nome della loro madrepatria viene il nome di questo
popolo. Il portatore della civiltà fu un certo Quetzacoatl (Serpente Piumato),
un saggio uomo dalla barba lunga e bianco, che da Aztlan portò la cultura e la
civiltà nell'America centrale. Aztlan è rappresentato nelle antiche iscrizioni
da un segno geroglifico che nell'antico idioma azteco significa Gli indiani d’america Secondo una antica leggenda diffusa tra gli indiani d’America, da tempo gli sciamani dicevano che l’umanità era diventata crudele e irrispettosa e che,prima o poi, il Grande Spirito l’avrebbe punita. Nessuno dava ascolto a quelle parole, ma quando sulla Terra cominciò a scendere un diluvio senza fine, il popolo comprese che la punizione annunciata era giunta. Una grande tribù si raccolse su una lingua di terra che si allungava sull’acqua e tenne consiglio. Seguendo il suggerimento dello sciamano gli uomini cominciarono a costruire una canoa, la più grande e robusta che si fosse mai vista. Le donne andarono nella foresta ,raccolsero fibre di corteccia di cedro, le fecero a strisce, le masticarono, le unsero con grasso di cervo e intrecciarono una corda, la più robusta e grande che si fosse mai vista. Poi un capo della corda fu fissato alla canoa e l’altro a una roccia gigantesca. Infine venne accastato nella canoa cibo sufficiente per molti giorni. ore occorreva stabilire chi fosse degno di essere salvato. La scelta cadde sui bambini, buoni e innocenti, troppo piccoli però per essere lasciati soli. Così, come loro custodi, li seguirono la madre di un bambino nato da poco, una fanciulla di sedici anni, e alcuni dei giovani più leali e coraggiosi. Nessun altro tentò di salire sulla canoa. Nessuno si disperò mentre l’acqua lambiva la cima della collina dove il popolo aveva trovato l’ultimo rifugio. Nessuno pianse mentre la canoa galleggiava, legata alla corda, e tutta la tribù ,silenziosamente, affogava. Per giorni e giorni, i bambini e i loro giovani custodi videro un modo fatto solo d’acqua e di cielo. Una mattina, lontano, verso sud, comparve una chiazza sulla superficie dell’acqua. Quando il sole raggiunse la metà del cielo, la chiazza era diventata più grossa e continuava a crescere: all’inizio del giorno seguente era diventata una montagna. Allora i giovani tagliarono la corda e si diressero verso sud. Nel tempo che la canoa impiegò per raggiungere la montagna, la parte più alta della cima aveva cominciata ad asciugarsi. Quando le acque si furono ritirate e la zona intorno alla cima fu ben asciutta venne scelto il luogo migliore per accamparsi e costruire le capanne, lì i bambini crebbero e vissero in pace, da grandi si sposarono ed ebbero dei figli: fu così che il popolo non fu cancellato dalla faccia della terra. In una enorme spaccatura della montagna si può distinguere ancora oggi la sagoma della canoa. Si trova là dai tempi del grande diluvio. | ||||||||||||||||||||||