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Progetti 3C  Home  Proverbi e modi di dire

Vari



-Acqua in bocca: Possibili derivazioni:
Prima ipotesi:
Sembra che all'origine di questo detto ci sia una trovata geniale di un confessore. Una donna molto religiosa, ma sempre pronta a parlare male degli altri, gli chiese aiuto per evitare di cadere in questo vizio; poiché la sola buona volontà non bastava, il confessore le consegnò una boccetta d'acqua di pozzo e le suggerì di metterne due gocce sulla lingua ogni volta che aveva la tentazione di parlare male di qualcuno.
E poi di tenere la bocca ben chiusa, finché non le fosse passata.
Probabilmente funzionò, visto che l'espressione acqua in bocca si usa ancora adesso.

Seconda ipotesi:
C'era una volta una tribù di cacciatori e uno di questi che era molto chiacchierone, diceva solo stupidaggini e faceva scappare le prede. Un giorno i suoi compagni, stanchi del suo continuo parlare, presero l'acqua del fiume per loro sacro e gliela misero in bocca, in modo che quando andavano a caccia non parlasse perché l'acqua del fiume sacro non si poteva nè bere, nè sputare.
 

ALBANESI:Ce cure l'acqua pell'orto (vuol dire che quella persona è fortunata).

SIVIGLIA:Virtù è l'allegria che risolleva il cuore
più greve e spiana il cipiglio del censore.
Buono è chi tiene in serbo, come taverna sul cammino,
acqua per l'assetato, per l'ubriaco il vino.

-essere in alto mare: essere ancora lontani dal proprio obiettivo, dalla soluzione di un problema;
-promettere mari e monti: fare tante promesse che difficilmente potranno essere mantenute;
-cercare per mare e per terra: cercare dappertutto con ostinazione;
-essere un porto di mare: si dice di un luogo molto frequentato, con gente che entra ed esce continuamente.

TIRAR L'ACQUA AL PROPRIO MULINO
Sullo sfondo di questo detto immaginiamo dei mulini vicini che si contendono l'acqua. Ogni proprietario cerca di fare in modo che il funzionamento del suo mulino sia migliore di quello altrui. Questo detto viene usato in riferimento a persone che tenono a fare i propri interessi.

PARLARE COME UN MULINO VENTO
Questa espressione, che ricorda il frenetico movimento delle pale del mulino a vento, puo' essere riferita ad una persona che parla on grande loquacita'. MACINARE PAROLE significa dire parole numerose come sono numerosi i chichi di cereali che sono macinati. MACINARE CHILOMETRI significa percorrere molti chilometri.

ESSERE UN MULINO A VENTO
Detto usato in riferimento a persone incostanti e volubili che sono solite cambiare opinione seguendo la corrente come le pale di un mulino cambiano verso di rotazione con il cambiare della direzione del vento.

CHI VA AL MULINO SI INFARINA
Cosi' come e' impossibile andare al mulino senza ricoprirsi di farina, e' impossibile affrontare certe imprese senza che ce ne resti addosso il segno, per lo piu' morale. Questo detto in ambito sessuale, riferito ad una donna, vuol dire che, chi ha rapporti si espone all'eventualita' di concepire o di contrarre malattie.

COMBATTERE CONTRO I MULINI A VENTO
Questo detto fa riferimento all'epica lotta di Don Chisciotte che con le sua immaginazione credeva i mulini giganti da sconfiggere. Esso vuole percio' indicare la lotta contro avversari inesistenti cioe' presenti ma non reali.

ACQUA PASSATA NON MACINA PIU'
L'acqua che e' gia' passata sotto la ruota del mulino, non e' piu' in grado di far muovere la mola e quindi di macinare. Si dice per azioni, atteggiamenti, sentimenti che ebbero valore un tempo ma non ne hanno piu'.

CHI HA DENTI NON HA PANE E CHI HA PANE NON HA DENTI
Si puo' dire anche: "Chi ha farina non ha la sacca e chi ha la sacca non ha farina". Questo detto allude al fatto che certi beni tocchno a chi non sa o non puo' servirsene o viceversa. Puo' accadere, infatti, che una persona abbia i mezzi ma non la materia e viceversa che abbia la materia e non i mezzi.

CHI PRIMA ARRIVA PRIMA MACINA
Detto usato in riferimento a persone che, arrivando per prime, hanno a disposizione occasioni migliori. Questo e' in relazione al fatto che chi arrivava prima al mulini aveva la possibilita' di ricavar subito la farina. Sullo sfondo, immaginiamo una realta' in cui le farine non si comprano perche' si va a macinare i cereali prodotti della propria terra e poi si fanno i pani, schiacciate, farinate e dolci in casa.
 
 

Molti proverbi ed indovinelli di origine medievale sostengono che il mugnaio è avido e ladro. Questo pregiudizio è dovuto al fatto che, secondo il popolo, il mugnaio non fatica, visto che acqua e vento lavorano per lui. Inoltre, poichè 1/16 del grano che viene portato al mulino tocca al mugnaio, quest’ultimo è considerato un fannullone ed un imbroglione che preferisce la misura di capacità al peso, il solo controllabile. Interessante è notare che, nella tradizione popolare del medioevo, pregiudizi simili riguardano anche gli intellettuali, che cercano di vendere il sapere, e agli usurai che, prestando il denaro ad interesse, vendono praticamente il tempo. Sapere e tempo, come vento e acqua, appartengono a Dio, quindi intellettuali, usurai e mugnai sono amici del diavolo.
" 7 tessitori, 7 mugnai, 7 sarti = 21 ladri”
“Puoi cambiare il mugnaio, non cambierai il ladro”
“Berretto bianco e bianco berretto (se non è zuppa è pan bagnato)”
“Domanda : Qual è l’animale più coraggioso? Risposta : è l’asino del mugnaio, che vive tutti i giorni in mezzo ai ladri e non ha paura!”
“Mugnaio onesto ha il pollice d’oro" ( Ciò significa che anche un mugnaio onesto fa fortuna grazie alla finezza del suo tocco e al volume del suo pollice che ogni volta nella misura..Da ciò viene l’espressione: ‘Avere il pollice da mugnaio’ ).
“Quando il topo è nel sacco si prende per il muganio”
“Domanda: Perche le cicogne non fanno il nido sul tetto del mulino? Risposta : perchè sanno che il mugnaio ruberà loro le uova” (indovinello Alsaziano).
“No, il mugnaio non ruba perchè è il contadino che gli porta il grano” (così in Lorena scusano il mugnaio).
“Se ogni casa ha la sua croce, è il mugnaio che ha la più grande ... ma ne vive!” (proverbio della Fiandra).
“Un usuraio, un mugnaio, un cambiavalute e un esattore sono quattro cambia valute per Lucifero” (proverbio della Fiandra).
 
 

Per finire merita un cenno particolare il paragrafo che il Grande dizionario della lingua italiana riserva ai proverbi che hanno come elemento centrale il termine pioggia, e ricordano a tutti con la loro saggezza popolare che "Poca pioggia grande vento a terra", che "dopo gran pioggia, viene bellissimo sereno", che "un nuvolo non fa pioggia", che "pioggia di febbraio riempie il granaio", che "aria che luce pioggia produce" e infine, in particolare ai siciliani, che "pioggia e forestiere, tre giorni e poi annoia".
 

Su' cchiu' li vuci ca i nuci.
Quannu 'a trippa e' china ugni cosa fete.
U cielu russu o ti 'mbunni o ti jujjia.
Quannu 'u cielu e' pecurinu acqua e vientu de matina.
Aria chiara 'un si spagna de truoni