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Proverbi e modi di dire
Vari
-Acqua in bocca: Possibili derivazioni:
Prima ipotesi:
Sembra che all'origine di questo
detto ci sia una trovata geniale di un confessore. Una donna molto religiosa,
ma sempre pronta a parlare male degli altri, gli chiese aiuto per evitare
di cadere in questo vizio; poiché la sola buona volontà non
bastava, il confessore le consegnò una boccetta d'acqua di pozzo
e le suggerì di metterne due gocce sulla lingua ogni volta che aveva
la tentazione di parlare male di qualcuno.
E poi di tenere la bocca ben chiusa, finché non le fosse passata.
Probabilmente funzionò,
visto che l'espressione acqua in bocca si usa ancora adesso.
Seconda ipotesi:
C'era una volta una tribù
di cacciatori e uno di questi che era molto chiacchierone, diceva solo
stupidaggini e faceva scappare le prede. Un giorno i suoi compagni, stanchi
del suo continuo parlare, presero l'acqua del fiume per loro sacro e gliela
misero in bocca, in modo che quando andavano a caccia non parlasse perché
l'acqua del fiume sacro non si poteva nè bere, nè sputare.
ALBANESI:Ce cure l'acqua pell'orto
(vuol dire che quella persona è fortunata).
SIVIGLIA:Virtù è l'allegria
che risolleva il cuore
più greve e spiana il cipiglio
del censore.
Buono è chi tiene in serbo,
come taverna sul cammino,
acqua per l'assetato, per l'ubriaco
il vino.
-essere in alto mare: essere ancora
lontani dal proprio obiettivo, dalla soluzione di un problema;
-promettere mari e monti: fare
tante promesse che difficilmente potranno essere mantenute;
-cercare per mare e per terra:
cercare dappertutto con ostinazione;
-essere un porto di mare: si dice
di un luogo molto frequentato, con gente che entra ed esce continuamente.
TIRAR L'ACQUA AL PROPRIO MULINO
Sullo sfondo di questo detto immaginiamo
dei mulini vicini che si contendono l'acqua. Ogni proprietario cerca di
fare in modo che il funzionamento del suo mulino sia migliore di quello
altrui. Questo detto viene usato in riferimento a persone che tenono a
fare i propri interessi.
PARLARE COME UN MULINO VENTO
Questa espressione, che ricorda
il frenetico movimento delle pale del mulino a vento, puo' essere riferita
ad una persona che parla on grande loquacita'. MACINARE PAROLE significa
dire parole numerose come sono numerosi i chichi di cereali che sono macinati.
MACINARE CHILOMETRI significa percorrere molti chilometri.
ESSERE UN MULINO A VENTO
Detto usato in riferimento a persone
incostanti e volubili che sono solite cambiare opinione seguendo la corrente
come le pale di un mulino cambiano verso di rotazione con il cambiare della
direzione del vento.
CHI VA AL MULINO SI INFARINA
Cosi' come e' impossibile andare
al mulino senza ricoprirsi di farina, e' impossibile affrontare certe imprese
senza che ce ne resti addosso il segno, per lo piu' morale. Questo detto
in ambito sessuale, riferito ad una donna, vuol dire che, chi ha rapporti
si espone all'eventualita' di concepire o di contrarre malattie.
COMBATTERE CONTRO I MULINI A VENTO
Questo detto fa riferimento all'epica
lotta di Don Chisciotte che con le sua immaginazione credeva i mulini giganti
da sconfiggere. Esso vuole percio' indicare la lotta contro avversari inesistenti
cioe' presenti ma non reali.
ACQUA PASSATA NON MACINA PIU'
L'acqua che e' gia' passata sotto
la ruota del mulino, non e' piu' in grado di far muovere la mola e quindi
di macinare. Si dice per azioni, atteggiamenti, sentimenti che ebbero valore
un tempo ma non ne hanno piu'.
CHI HA DENTI NON HA PANE E CHI HA
PANE NON HA DENTI
Si puo' dire anche: "Chi ha farina
non ha la sacca e chi ha la sacca non ha farina". Questo detto allude al
fatto che certi beni tocchno a chi non sa o non puo' servirsene o viceversa.
Puo' accadere, infatti, che una persona abbia i mezzi ma non la materia
e viceversa che abbia la materia e non i mezzi.
CHI PRIMA ARRIVA PRIMA MACINA
Detto usato in riferimento a persone
che, arrivando per prime, hanno a disposizione occasioni migliori. Questo
e' in relazione al fatto che chi arrivava prima al mulini aveva la possibilita'
di ricavar subito la farina. Sullo sfondo, immaginiamo una realta' in cui
le farine non si comprano perche' si va a macinare i cereali prodotti della
propria terra e poi si fanno i pani, schiacciate, farinate e dolci in casa.
Molti proverbi ed indovinelli di
origine medievale sostengono che il mugnaio è avido e ladro. Questo
pregiudizio è dovuto al fatto che, secondo il popolo, il mugnaio
non fatica, visto che acqua e vento lavorano per lui. Inoltre, poichè
1/16 del grano che viene portato al mulino tocca al mugnaio, quest’ultimo
è considerato un fannullone ed un imbroglione che preferisce la
misura di capacità al peso, il solo controllabile. Interessante
è notare che, nella tradizione popolare del medioevo, pregiudizi
simili riguardano anche gli intellettuali, che cercano di vendere il sapere,
e agli usurai che, prestando il denaro ad interesse, vendono praticamente
il tempo. Sapere e tempo, come vento e acqua, appartengono a Dio, quindi
intellettuali, usurai e mugnai sono amici del diavolo.
" 7 tessitori, 7 mugnai, 7 sarti
= 21 ladri”
“Puoi cambiare il mugnaio, non
cambierai il ladro”
“Berretto bianco e bianco berretto
(se non è zuppa è pan bagnato)”
“Domanda : Qual è l’animale
più coraggioso? Risposta : è l’asino del mugnaio, che vive
tutti i giorni in mezzo ai ladri e non ha paura!”
“Mugnaio onesto ha il pollice d’oro"
( Ciò significa che anche un mugnaio onesto fa fortuna grazie alla
finezza del suo tocco e al volume del suo pollice che ogni volta nella
misura..Da ciò viene l’espressione: ‘Avere il pollice da mugnaio’
).
“Quando il topo è nel sacco
si prende per il muganio”
“Domanda: Perche le cicogne non
fanno il nido sul tetto del mulino? Risposta : perchè sanno che
il mugnaio ruberà loro le uova” (indovinello Alsaziano).
“No, il mugnaio non ruba perchè
è il contadino che gli porta il grano” (così in Lorena scusano
il mugnaio).
“Se ogni casa ha la sua croce,
è il mugnaio che ha la più grande ... ma ne vive!” (proverbio
della Fiandra).
“Un usuraio, un mugnaio, un cambiavalute
e un esattore sono quattro cambia valute per Lucifero” (proverbio della
Fiandra).
Per finire merita un cenno particolare
il paragrafo che il Grande dizionario della lingua italiana riserva ai
proverbi che hanno come elemento centrale il termine pioggia, e ricordano
a tutti con la loro saggezza popolare che "Poca pioggia grande vento a
terra", che "dopo gran pioggia, viene bellissimo sereno", che "un nuvolo
non fa pioggia", che "pioggia di febbraio riempie il granaio", che "aria
che luce pioggia produce" e infine, in particolare ai siciliani, che "pioggia
e forestiere, tre giorni e poi annoia".
Su' cchiu' li vuci ca i
nuci.
Quannu 'a trippa e' china ugni
cosa fete.
U cielu russu o ti 'mbunni o
ti jujjia.
Quannu 'u cielu e' pecurinu
acqua e vientu de matina.
Aria chiara 'un si spagna de
truoni
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