|
LE
NOSTRE INTERVISTE
Un giro in
barca:
domande
ad alcuni inviati in missione per prelevare campioni dal centro del
fiume.
Ad
alcuni compagni che si sono recati in barca grazie ad un battelliere che
faceva la spola tra il centro del fiume e la riva abbiamo posto delle
domande.
-Cosa avete fatto fino ad ora?
-Siamo andati a fare un giro sulla barca per analizzare il ph, la
trasparenza, la temperatura dell’aria e dell’acqua del Po.
-Quanto è risultato il ph dell’acqua dalla barca?
-Abbiamo misurato il ph con una cartina tornasole ed è risultato 8.
-Come avete misurato la trasparenza?Cosa vi è risultato?
-Abbiamo usato il disco disecchi ( un disco bianco legato ad una corda),
che è stato calato in profondità e, quando non si vedeva più,
bisognava tirarlo su per poi controllare quanto fosse bagnata la corda e
quindi stabilire la profondità. La trasparenza dell’acqua giungeva
fino a m. 1,17. Da questa rilevazione si può capire che l’acqua è
davvero inquinata.
-Perché avete usato un disco bianco?
Perché il bianco si vede in profondità.
-Avete misurato la temperatura dell’aria e dell’acqua, cosa è
risultato?
-La temperatura dell’acqua è 14°, più al largo 15°.

|
-Vi
siete divertiti sulla barca?
Sì, è stato molto interessante e ci siamo divertiti, ma ci siamo anche
accorti, che l’ambiente è piuttosto
devastato.
Ragazzi di
Feriolo (VB):
Ci
aggiriamo lungo la riva per scoprire chi c’è insieme a noi per la
giornata dedicata ai fiumi e notiamo un folto gruppo di ragazzi di
diversa età: ci sono ragazzini più giovani di noi e ragazzi molto più
grandi. Ci chiediamo come mai, cosa fanno di interessante, visto che
armeggiano con tanti attrezzi.
Decidiamo dunque di intervistarli, nonostante ci vergognamo un po’.
-Da dove arrivate?
-Dalla provincia di Verbania, da Feriolo, - ci risponde un simpatico
ragazzino di circa 10 anni- anche noi partecipiamo al progetto "Un
Po di cultura" e, anzi, nel nostro lavoro siamo aiutati dai ragazzi
più grandi che ci spiegano e ci aiutano a fare gli esperimenti.
-Che cosa state facendo adesso?
-Stiamo cercando di rilevare la temperatura, il ph e l’ossigeno dell’acqua.
-Mediante che cosa siete riusciti ad ottenere dei risultati?
-Abbiamo ottenuto questi risultati mediante un kit di bottiglie
contenenti un liquido per ogni esigenza per vedere le reazioni e quindi
dedurre lo stato di salute di questo tratto di fiume. Poi trascriveremo
i risultati su dei cartelloni e li esporremo nel punto di ritrovo a
Sissa, dove li confronteremo con quelli degli altri gruppi che hanno
lavorato in diversi punti del fiume.
Li ringraziamo del tempo che ci hanno dedicato e auguriamo loro una
buona giornata.
Ma la nostra curiosità si spinge oltre, fino a darci il |
coraggio
di intervistare addirittura un
"Prof. di Verbania"
-Possiamo
rivolgerle alcune domande?- chiediamo al Prof. che aiuta i ragazzi
nei loro esperimenti.
Per nulla spazientito, lascia i ragazzi al loro lavoro e si avvicina a
noi.
-Da cosa è causato, secondo lei, l’inquinamento del Po?
- L’inquinamento è stato causato principalmente da un incontrollato
sviluppo industriale.
–Esso è uniforme lungo tutto il corso del fiume?
-No, in alcuni tratti la sua bellezza non è stata ancora del tutto
alterata dall’azione dell’uomo, ma la quantità scarichi non
controllati dalle industrie nel fiume ha reso preoccupanti le sue
condizioni.
-E’ possibile ancora qualche forma di itticoltura?
-Non è possibile allevare pesci perché le sostanze tossiche presenti
nelle acque non garantirebbero la loro commestibilità.
-Come mai ha deciso di partecipare a questo progetto?
-Ritengo che il Po, per l’importanza che ha nella vita economica e
culturale dell’Italia, meriti la nostra attenzione e sia giusto che i
ragazzi prendano coscienza dei pericoli che corre perché possano porvi
rimedio prima che sia troppo tardi.
-Grazie e buon lavoro!

|