| Intervista
a Luciano Spigaroli, gestore del bar/ristorante sulle rive del Po a
Polesine Parmense
Andando in
giro in cerca di notizie, ci siamo trovati all’interno di un bar
piuttosto curioso. Aveva foto e trofei alle pareti, parecchi erano gli
avventori e il profumino che si diffondeva nell’aria invogliava a
fermarsi lì e a curiosare.
Abbiamo dunque provato ad intervistare il proprietario che,
simpaticamente, si è intrattenuto con noi a parlare e ricordare.

Nella foto: Luciano Spigaroli nel suo locale
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-Quando il
fiume è andato in piena nel 1994- ci ha raccontato- l'acqua è arrivata
fin davanti alle case preoccupando molto tutti gli abitanti della nostra
località.
Qui si vive normalmente, si sta molto tranquilli perché ci sono poche
macchine, l’unico problema da affrontare è quando ci sono le piene
del fiume.
Sulle rive del Po viene molta gente nelle mezze stagioni e viene per
godersi il fiume e per venire a mangiare qui. Non si viene quasi più a
pescare perché i pesci del fiume sono pochi a causa dell’inquinamento,
gli unici rimasti sono: le anguille e le carpe, ma i più pericolosi
sono i pesci siluro.
-Ci sono problemi di lavoro in questo
paese?-ha domandato Serena
-In questo posto non esiste la disoccupazione anzi le fabbriche cercano
personale.
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-E lo stato di salute del fiume?
-Il Po è quasi sempre stato inquinato, ma
il peggio è stato tra gli anni '60 e '70.
-Si pesca ancora nel Po?
-A pescare
non ci va più quasi nessuno, e se qualcuno pratica la pesca, è solo
per hobby.
Il pesce che si cucina è solo d’allevamento perché nel fiume non
c'è quasi più ombra di vita a causa dell’inquinamento.
Ci sono alcuni pesci che hanno diverse caratteristiche quando sono
allevati e quando sono nel loro habitat naturale, lo storione è uno di
questi.
-Quali sono le caratteristiche del clima di questi luoghi?
-Il clima non è dei migliori, infatti, d'estate ci sono molte zanzare
che ci tormentano e d’inverno la nebbia è piuttosto frequente e
fitta.

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